TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – A
Una sorgente di acqua viva che zampilli per la vita eterna
- A scandire il nostro percorso – nella Terza, Quarta e Quinta Domeniche di Quaresima – sono tre pericopi tratte dal Vangelo secondo Giovanni che riguardano l’itinerario dei catecumeni e il loro passaggio attraverso gli scrutini per arrivare al Battesimo. Si tratta di una vera e propria “iniziazione” che avviene attraverso delle “prove”: solo se le si supera, si accede ad una condizione nuova, quella realizzata in noi dal sacramento. Ecco perché siamo chiamati a vivere in prima persona l’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo di Sicar, con il cieco nato a Gerusalemme, con Lazzaro già deposto in un sepolcro a Betania. In effetti la loro è anche la nostra storia, il cammino compiuto da ognuno di noi per arrivare a Cristo ed essere trasformati dalla sua Pasqua.
- Le immagini della “roccia dell’Oreb”, da cui scaturisce l’acqua che disseta il popolo, e del “pozzo” la cui acqua suggerisce a Gesù l’accenno a un’acqua che toglierà la sete “in eterno”, sono immagini che ci parlano di “salvezza”. Oggi il discorso della salvezza appare a molti lontano, poiché tutta a nostra cultura, con la sua scienza e la sua tecnica, orienta a pensare che l’uomo può salvarsi da sé. La Liturgia, invece, ci parla di una salvezza che l’uomo non può darsi, ma che può solo invocare e attendere. Occorre però lasciarsi guidare dallo Spirito di Dio: egli soltanto infatti rivela a noi la verità di Gesù e la verità su noi stessi.
- Nel nostro mondo globalizzato la fede non è programmata: resta misteriosa, inspiegabile. Gesù viene incontro ad alcuni senza che l’abbiano cercato. Ad altri si presenta al termine di una lunga ricerca. Nei confronti di altri si fa dolorosamente attendere. La fede, però, nasce sempre dall’incontro con la Parola che annuncia Gesù Cristo, e da una sete profonda, inappagata. Non si dica troppo alla svelta che i popoli ricchi sono sazi e non desiderano più niente. Ve ne sono che gridano la loro sete in un mondo ingombro di cose, ma vuoto. Ma sono pochi che possono loro indicare la sorgente. Chi vi si disseta ancora regolarmente? Non avremo mica dimenticato il sentiero che ci permette di raggiungerla? Perché allora non possiamo essere in collegamento…
- L’immagine dell’acqua attraversa tutta la Liturgia di questa Domenica, come simbolo di quell’amore di Dio che viene «riversato nei nostri cuori». Se ne avverte il bisogno, ma è anche un dono totalmente gratuito. È un diritto, ma di quelli veri, perché non esiste al di fuori di un rapporto con Colui che tutto ha creato per e con amore. Il dialogo tra Gesù e la samaritana rappresenta bene questa tensione fra l’autonomia insoddisfatta dell’umanità e la grazia di Cristo che, senza togliere nulla, dona in sovrabbondanza.
- Nel deserto del mondo contemporaneo, l’umanità assetata continua a gridare come gli Ebrei a Mosè: Dacci da bere! Stiamo morendo di sete… È il grido che sale verso i governanti, verso le ideologie, verso la cultura, verso la giustizia, verso la pace… È il grido soprattutto rivolto alla Chiesa: Dacci da bere! Dov’è l’acqua viva che possiamo offrire a questi fratelli? Ecco la tremenda nostra responsabilità! Che cosa possiamo, sappiamo offrire “concretamente” alle immense attese degli uomini nostri contemporanei? E cioè: che ne abbiamo fatto del nostro Battesimo? Cristiani, dove avete messo l’acqua viva che vi è stata donata? Dove sono le vostre riserve? Tremendo grido di accusa! Tremenda responsabilità! Nessuno di noi potrà accusare la sorgente. Cristo è e rimane la Fonte inesauribile d’ogni dono, d’ogni grazia, d’ogni benessere vero, d’ogni autentica fecondità. Siamo noi che abbiamo ostruito i canali di trasmissione… Quando li riapriremo? Il mondo attende. Con ansia indicibile… Ebbene, eccoci qui, ancora una volta, vicino alla sorgente, vicino alla roccia da cui sgorga continuamente l’acqua viva: l’Eucaristia. Il discorso dell’acqua viva, infatti, richiama immediatamente il nostro banchetto eucaristico, dove Cristo Gesù diviene realmente nostro cibo e nostra bevanda salutare.
- È lì, al pozzo di Sicar, che si incrocia la strada di Gesù, affaticato per il viaggio, e quella di una donna di Samaria, venuta ad attingere acqua. Tutto sembra così casuale: una sosta nel cammino, un percorso abituale per avere a disposizione quello che rappresenta un bene primario per vivere. Ma il dialogo che nasce porta molto più lontano. All’apparenza c’è un povero che chiede e qualcuno che è in grado di soddisfare la sua domanda. In realtà il primo può offrire molto di più di quello che la sua interlocutrice immagina.
- Un percorso di scoperta è in definitiva quello che porta alla fede in Gesù: si tratta di una vera progressione che raggiunge il suo culmine solo alla fine. All’inizio egli e semplicemente un “giudeo”, un uomo che appartiene a un popolo in continuo contrasto con quello della donna. Un uomo però che, sorprendentemente, si rivolge alla samaritana sfidando le convenzioni sociali e ponendosi
- addirittura in una posizione di inferiorità nei suoi confronti. Poi la donna si rivolge a lui chiamandolo «Signore». Forse la incuriosisce la sua offerta di «un’acqua viva». È un’offerta un po’ strana perché non ha neppure nulla con cui attingere. E tuttavia l’attira la possibilità di evitare di venire continuamente al pozzo. Per cui è lei, ora, che chiede. Scopre quindi di trovarsi davanti a un profeta, uno che con il suo sguardo scandaglia il profondo dei cuori e al quale non si possono raccontare le mezze verità. La parola di Dio gli dona un occhio limpido, capace di dipanare la matassa ingarbugliata delle nostre esistenze. A questo punto non le resta che raccogliere la testimonianza di Gesù: «Il Messia sono io, che parlo con te». Ma l’affermazione, che la coglie di sorpresa, è troppo forte per essere accolta immediatamente. Ai suoi compaesani non presenta una confessione di fede, ma un interrogativo: «Che sia lui il Cristo?». Certo, la sua anfora abbandonata sta lì a dire che un cambiamento sta accadendo dentro di lei: le parole di Gesù hanno fatto breccia nel suo cuore, hanno suscitato domande prima nascoste, hanno fatto intravvedere possibilità insperate. L’assetato offre un’acqua che solo lui può dare: grazie ad essa la nostra esistenza viene sottratta alla sete cronica che l’attraversa e trova una sorgente che zampilla per la vita eterna.
- Ciò che è avvenuto al pozzo di Sicar può diventare parte della nostra storia personale. A patto che avvertiamo quella sete che rappresenta il cuore della fede. La roccia da cui Mosè fa scaturire l’acqua è segno della Provvidenza divina che segue il suo popolo e gli dà vita. Paolo spiegherà (cfr. 1 Cor 10,4) che quella roccia era Cristo, misteriosamente all’opera già in quegli eventi. Cristo è anche il Tempio dal quale, secondo la visione dei profeti (cfr. Ez 47; Zc 13,1), sgorgherà l’acqua, segno dello Spirito, che dona fertilità e vita. Chi ha sete può attingere gratuitamente a Lui (cfr. Gv 7,37-39) e non avrà più sete; egli stesso, anzi, diverrà una sorgente d’acqua zampillante per sempre (Vangelo).
- La promessa dell’acqua viva è divenuta realtà nella Pasqua di Gesù; dal suo costato squarciato sono usciti «sangue ed acqua» (cfr. Gv 19,34). La persona di Gesù diventa la sorgente da cui scaturisce l’acqua dello Spirito, cioè l’amore di Dio riversato nei nostri cuori (Seconda Lettura) nel giorno del Battesimo. E’ questo amore che ci ha purificati e generati a vita nuova prima ancora che potessimo consapevolmente rispondere. Il Padre ci ha ammessi alla comunione con Lui. Per opera dello Spirito siamo diventati una sola cosa con Cristo, figli nel Figlio, veri adoratori del Padre. L’esistenza cristiana animata dallo Spirito è un’esperienza filiale. Non è altro che vivere nell’amore, irradiando ciò che abbiamo ricevuto. L’Eucaristia è accostarsi alla fonte dell’acqua viva per ricevere la piena effusione dello Spirito, l’alimento sempre nuovo dell’amore: «Chi beve dell’acqua che io gli darò… avrà in sé una sorgente che zampilla fino alla vita eterna» (ant. di com.). Ma il dono ricevuto diventa compito di annuncio e di testimonianza. Come la Samaritana, bisogna raccontare ai fratelli ciò che Dio ha compiuto in noi perché essi, come i compaesani della donna, arrivino a confessare che Gesù è “il Salvatore del mondo”. La fede deve diventare contagiosa. I battezzati, generati a vita nuova, radicalmente rinnovati nel cuore e nello spirito, devono rendere ragione della vita e della speranza che è in loro. Se la ricerca e la sete dell’uomo trovano in Cristo pieno appagamento è necessario testimoniare come la salvezza non sta nelle “cose” che accendono nuovi desideri ed inquietudini, ma nell’unico valore a cui abbiamo aderito: Gesù Salvatore dell’uomo. Non c’è altra acqua che faccia fiorire il nostro deserto e che definitivamente plachi il nostro cercare: «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te» (s. Agostino).
- La narrazione evangelica della terza Domenica non è, dunque, solo la storia di una donna che arriva alla fede, ma è il cammino compiuto da ognuno di noi. Nella sua vicenda noi ritroviamo tappe decisive della nostra relazione con Gesù, il Messia, il Salvatore.
TESTI E MATERIALI
PER APPROFONDIRE
** Sussidio ULN CEI 2026: Guida generale / GUIDA-INTRODUZIONE-AL-TEMPO-DI-QUARESIMA-2026
** Sussidio ULN CEI 2026: Domenica corrente: SUSSIDIO-III-DOMENICA-QUARESIMA-2026
RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE
** Suggerimenti Suggerimenti III Quaresima A 2026
** Riti di Introduzione con Atto penitenziale III Quaresima A Riti introduzione
** Riti di conclusione III Quaresima A Riti conclusione
SALMO RESPONSORIALE
** Prima Proposta, dall’ Ufficio Liturgico Nazionale
Partitura: Terza-Domenica-Salmo-responsoriale
Audio:
** Seconda Proposta, da Lodate Dio: Quar A 3 LD
** Terza Proposta, dal maestro Impagliatelli
Partitura: III quaresima A Impagliatelli
Audio:
** Quarta Proposta, dal maestro Geraci (ULN 2026)
Partitura: III Quar A Geraci ULN
Audio:
** Quinta Proposta, ancora da Lodate Dio:
Partitura:Salmo III Quaresima A LD 2
PREGHIERA DEI FEDELI
** prima proposta III Quaresima A Pdf 1
** seconda proposta III Quaresima A Pdf 2
** terza proposta III Quaresima A pdf 3
** quarta proposta III Quaresima A pdf 4
** da Orazionale CEI Pdf Quaresima III OR CEI

