Testi per celebrare

II Domenica di Quaresima A – 2026 –

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – A

 

«La manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù»

 

  • La Liturgia odierna ci presenta il campo da gioco in cui la nostra fede si mette alla prova, cioè il confronto (e a volte scontro) tra progetti umani e progetto di Dio. La partenza di Abramo, l’inadeguatezza di Timoteo e il timore dei tre apostoli prediletti sono tutti esempi di come le nostre aspettative possono non corrispondere a quelle di Dio e di come i suoi criteri non sono i nostri criteri. Le incertezze del tempo presente, piuttosto che farci dubitare dei progetti di Dio, dovrebbero spingerci a metterci sempre più in sintonia con essi: dove i programmi umani paiono fallire, i piani di Dio possono essere un punto di riferimento più solidale con l’umanità e un cammino effettivamente percorribile.
  • Domenica scorsa eravamo con Gesù nel deserto, per affrontare assieme a lui la tentazione. Ora egli ci conduce – assieme a Pietro, Giacomo e Giovanni – sul Tabor per offrirci un momento di consolazione e di speranza. Quello che avviene è, chiaramente, un anticipo del compimento. Proprio per questo non si può pretendere di fermarsi: questa tappa, in cui la gloria di Dio appare sul volto e su tutta la persona di Gesù, ha lo scopo di sostenere i discepoli nel percorso che guida a Gerusalemme e, soprattutto, nei frangenti drammatici della passione e morte di Gesù. Gesù trasfigurato somiglia al Figlio dell’uomo, come l’aveva descritto il profeta Daniele. Accompagnato dai profeti Mosè ed Elia, che dovevano ritornare alla fine dei tempi, egli è il Messia promesso. È il grande profeta, come Mosè, che alcuni attendevano. Ma è soprattutto il Figlio amato del Padre, che bisogna ascoltare in ogni circostanza: la Parola di Gesù, fra poco messo in croce, è confermata/controfirmata da Dio.
  • Il contesto della trasfigurazione di Gesù ci aiuta a comprendere anche il senso della Liturgia, che ci propone questo evento nel cammino che ci porta verso la Pasqua. Il nesso fra Trasfigurazione e Pasqua tocca sia l’aspetto doloroso sia quello luminoso della vita di Gesù. Come furono coinvolti i discepoli, oggi la Liturgia coinvolge noi in una esperienza che può rafforzare la nostra sequela di Gesù: Gesù ci è rivelato da Dio come colui che ci apre continuamente una strada verso la vera vita.
  • Quella dei tre apostoli è un’esperienza indicibile: sul volto e sulle vesti di Gesù vedono risplendere la gloria di Dio. Non è casuale che questo avvenga proprio tra i primi due annunci della Passione e morte del Maestro. Quanto è stato loro detto non può non averli sconvolti. Hanno accompagnato Gesù in questi tre anni, hanno condiviso tutto con lui, fatiche e gioie, momenti di dubbio e di entusiasmo. Sono rimasti affascinati dalle sue parole, hanno assistito ai suoi miracoli. Ora ritengono che stia per accadere finalmente l’instaurazione del Regno, di quel mondo nuovo tante volte annunciato da Gesù. Ma come potrà avvenire se egli invece parla della sua condanna, della sua passione e della sua morte? A chi hanno affidato la loro vita se tutto finirà miseramente? A questi tre viene, dunque, offerta un’esperienza del tutto particolare perché si imprima bene nella loro memoria, nel loro cuore. È un’esperienza di luce in chiaro contrasto con le parole oscure che Gesù ha pronunciato poco prima. Ora il suo volto e le sue vesti brillano della luce di Dio. Non c’è alcun dubbio: non è un uomo qualsiasi, la sua sorte non può essere alla mercé degli uomini. Il progetto che ha annunciato non può andare in frantumi perché viene da Dio e, quindi, Dio stesso si impegna ad assicurarne il successo. La presenza di Mosè ed Elia è lì a dimostrare come in lui si realizzino le promesse: Dio mantiene la sua parola. Non è semplicemente un condottiero, una guida o un profeta: è il Messia, l’atteso. Un anticipo e un viatico. È quello che Pietro non può capire. Scambia questa tappa con il traguardo e quindi propone di fermarsi lì. Ma lo scopo della trasfigurazione non è questo: gli eventi decisivi avverranno a Gerusalemme e ad attenderli ci sono i giorni terribili. Per affrontare quelle tenebre ora è offerta la luce! Quando il suo volto sarà sfigurato dall’angoscia, dalla tristezza, dalle percosse, dal dolore… saranno ancora in grado di riconoscerlo come l’Inviato di Dio?
  • Un’esperienza di rivelazione. È vero, Pietro l’ha confessato come «il Cristo», ma poi non ha accettato che Gesù parlasse di sofferenza e di morte. Per lui le due realtà sono inconciliabili con la gloria del Messia. Per questo arriva la voce dalla nube: il Figlio è anche il Servo che soffre. Proprio perché “amato”, proprio perché l’unico, egli è disposto ad amare fino in fondo, a dare la sua vita. Non percorrerà una strada trionfale, ma il sentiero che conduce al Golgota, carico del legno della croce. Non eliminerà i suoi oppositori, ma – paradossalmente – accetterà di essere inchiodato al patibolo. «Ascoltatelo!»: è la vera conclusione di questa esperienza straordinaria. È l’invito scoperto a seguire Gesù, a lasciarsi condurre dalla sua parola, dal suo esempio. Quando i momenti di grazia hanno termine, che cosa resta al discepolo? La parola e l’esempio di Gesù. Questa luce continua ad accompagnarlo con il suo chiarore e consente di distinguere la via da percorrere.
  • La vita è un cammino verso una mèta. Ciascuno porta nel cuore aspirazioni, progetti e ideali a volte confusi. Per poterli perseguire e realizzare si cerca qualche chiarezza, qualche presenza significativa, qualche segno che indichi la direzione, qualche sprazzo di luce che chiarisca ciò che solo si intravede. La Quaresima è un itinerario verso la Pasqua, punto vertice dell’Anno liturgico e significato ultimo di ogni nostra scelta. Il cammino è lungo e non sempre agevole, anche se pervaso di speranza. La vita cristiana è posta sotto il segno della tentazione e Dio può sembrare lontano, assente. Il silenzio di Dio può suscitare smarrimento e sconcerto. Ma colui che ha scelto Dio e si fida di lui sa che la sua vita avrà un esito positivo. Nella trasfigurazione, la Chiesa intravede in quello di Cristo il senso e l’orientamento del proprio esodo: la gloria della risurrezione, inscindibilmente congiunta allo scandalo della croce (cfr. Prefazio).
  • «Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”. Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto» (Sal 26, 8-9 – antifona d’ingresso). Cercare il volto di Dio nella nostra vita comporta la disponibilità a metterci in cammino per cercare Dio. La conoscenza di Dio non è scontata e, soprattutto, non è un’esperienza intellettuale che possiamo desumere da libri. Ad essa conduce piuttosto la ricerca di un incontro personale: Dio ci precede, opera nella nostra storia in modo misterioso, per noi a volte anche molto oscuro. Qui sta il senso della Liturgia odierna che offre alla nostra riflessione il racconto della “trasfigurazione” di Gesù, il racconto di un volto che apparirà luminoso nella sua Pasqua, dopo il travaglio della passione e morte. L’esperienza della Trasfigurazione è anche un annuncio consolante: l’esortazione che Gesù rivolge ai discepoli che stavano con la faccia a terra, «alzatevi e non temete», è oggi rivolta a noi. Può essere una parola forte che ci scuote nella nostra fede. Anche noi siamo chiamati, come Abramo nella Prima Lettura, a lasciare tante cose che ci sono di ostacolo nella ricerca del vero volto di Dio. Siamo chiamati ad un cammino di fede che è allo stesso tempo un rischio. Ma senza il coraggio di rischiare non possiamo sperare nella promessa di una Terra nuova.
  • Nel Battesimo Dio «ci ha chiamati con una vocazione santa» (Seconda Lettura) e ci ha concesso in dono l’inizio e il germe della gloria. Ciò significa che la nostra vita ha un orientamento preciso, anche quando la croce sembra estinguere ogni luce. Riesce difficile credere, come gli Apostoli, quando Dio sembra deludere le nostre attese o sottrarsi alle nostre richieste. La vocazione di Abramo è un esempio riuscito di risposta alla proposta di Dio. La storia precedente (Gn 1-11) aveva dimostrato gli effetti devastanti del peccato: disordine, morte, disgregazione dei popoli… Una storia “maledetta” senza apparenti possibilità di riscatto. Ma Dio riprende l’iniziativa irrompendo nella vita di un uomo perché la storia cambi corso. La richiesta divina è radicale. Per l’uomo antico rappresenta un’impresa quasi assurda: si tratta di strappare le radici della propria esistenza lasciando la terra, la propria gente, una cultura e i propri affetti. Abramo non oppone obiezioni, né resistenza. La sua risposta di fede sta nel semplice verbo “partì”. Lascia un presente certo per un futuro incerto, fidandosi della promessa; ed è in questa fiducia incondizionata alla Parola che risiede il radicale cambiamento di rotta di fronte al sospetto e alla sfiducia di Adamo. La “maledizione” si muta in “benedizione” per tutte le genti (Prima Lettura). Che cos’è la nostra vocazione santa se non questo fidarsi di Dio? Abramo e Cristo hanno camminato con questa disposizione d’animo, indicando la mèta a cui conduce il piano di Dio. Ciò che fa scandalo è la sofferenza, la tenebra della croce, l’enigma quasi indecifrabile di una storia produttrice di morte che sembra avere il sopravvento sulla vita.
  • Il Signore ci dà appuntamento in questo tempo di grazia attraverso un più nutrito ascolto della Parola e un maggiore spazio di silenzio. Solo così possiamo gustare i suoi doni e rinsaldare in noi i motivi di speranza. La trasfigurazione ha una indubbia connotazione profetica: è annuncio del Mistero pasquale nella sua intrinseca unità di morte e risurrezione. Tutto ciò ha nell’Eucaristia il momento di verifica e di perenne memoria salvifica.
  • La Liturgia della Parola nell’Eucaristia domenicale è il luogo dove avviene ciò che è successo al Tabor, cioè il sacramento del parlare di Dio, qui, ora, per noi.
  • Il Signore oggi ci invita ad accettare con più generosità i distacchi cui ci chiama il Vangelo, per riscoprire la gioia della fede, dell’affidarci incondizionatamente al Dio che ci salva.
  • La trasfigurazione è un mistero da approfondire, un dono d’amore di Gesù, una predilezione perché, gli apostoli e noi, non ci smarrissimo di fronte alla sofferenza e alla morte. È luce sul cammino penitenziale della Quaresima. Attraverso la trasfigurazione, la luce della Pasqua di Gesù rifulge sul nostro cammino. È illuminazione della mèta di gloria che è al termine della nostra esperienza terrestre. È accettazione della “sofferenza del Vangelo” per la trasfigurazione di tutte le cose.
  • Per tutto il tempo di Quaresima – ad eccezione delle solennità – è proibito ornare l’altare con fiori (e piante); il divieto riguarda anche la collocazione nei pressi dell’altare (OGMR, 305). La norma è occasione di una sobrietà che aiuta a focalizzare visibilmente l’essenziale: l’altare è segno di Cristo, pietra angolare attorno a cui si costruisce l’intero corpo ecclesiale. Non sarà un mero divieto a realizzare un’occasione liturgica. L’assenza dei fiori potrà essere significativa se la celebrazione inizia con l’altare ornato solo di una buona tovaglia e dei candelabri posti accanto (possibilmente non sopra!), e se all’inizio della Liturgia Eucaristica sono portate solo le cose richieste per la celebrazione. Anche l’illuminazione elettrica e il modo di compiere la venerazione, con l’inchino e con il bacio, contribuiscono a manifestare la natura simbolica dell’altare. Se i fiori diventano talvolta il “pretesto” per coprire una mancanza di cura dello spazio attorno all’altare, il divieto quaresimale ci invita a un atteggiamento
  • Si usi l’incenso, si sostituisca opportunamente l’Atto penitenziale con il Rito domenicale dell’aspersione con l’acqua benedetta. Come già detto per la Prima Domenica, nelle Domeniche di Quaresima si potrebbe introdurre la Liturgia della Parola (dopo la Colletta… vedi proposte sotto) con un breve canto, anche un semplice ritornello, per sottolineare ulteriormente la centralità ed il valore pregnante della Parola di Dio lungo l’itinerario quaresimale, sia a livello personale, sia a livello comunitario.
  • La contemplazione del volto di Cristo, che «brillò come il sole», è per i tre discepoli un’esperienza unica, di cui dovranno ricordarsi quando il volto di Cristo, durante la passione, sarà sfigurato dal dolore. Un’icona del volto di Cristo o della stessa Trasfigurazione, pertanto, sarà opportuno porla in evidenza, possibilmente in presbiterio vicino il luogo della Parola. La stessa icona sarà venerata con l’incensazione all’inizio della Messa.
  • Oggi, come e più di sempre, la Comunità cristiana è chiamata a dare importanza alla Parola di Dio proclamata, per rispondere all’invito di Dio fatto sul monte della trasfigurazione: «Ascoltatelo!». Tutta la Scrittura proclamata dall’ambone trova il suo riferimento ultimo nell’annunzio del Vangelo, verso il quale la Chiesa riserva particolari gesti di venerazione, come il bacio e l’incensazione. Quindi, anche oggi, come e più di sempre, è utile l’uso del Libro del Vangeli accompagnato dall’incenso e dai ceri.
  • L’ascolto della Parola non è un atteggiamento spontaneo e tuttavia si tratta di un elemento essenziale della vita del credente. È necessario aiutare chi partecipa all’assemblea a coglierne l’importanza.
  • La nota caratterizzante questa celebrazione sarà, dunque, lo sguardo rivolto a Gesù, come a colui nel quale viene a noi la vicinanza fedele di Dio. Si ha così a disposizione pure un criterio per la scelta dei canti.

TESTI E MATERIALI

 

PER APPROFONDIRE

** Sussidio ULN CEI 2026: Guida generale / GUIDA-INTRODUZIONE-AL-TEMPO-DI-QUARESIMA-2026

** Sussidio ULN CEI 2026: Domenica corrente:SUSSIDIO-II-DOMENICA-QUARESIMA-2026

 

RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE

** Suggerimenti Suggerimenti II Quaresima A 2026

** Riti di Introduzione con Atto penitenziale II Quaresima A Riti introduzione

** Riti di conclusione II Quaresima A Riti conclusione

SALMO RESPONSORIALE

** prima proposta, da Psallite

partitura Salmo II Quaresima A Psallite

audio

** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo II Quaresima A LD 1

** terza proposta, dal m° Impagliatelli

partitura Salmo II Quaresima A impagliatelli

audio

 

** quarta proposta, dal m° Geraci (ufficio Liturgico Nazionale 2026)

partitura Salmo II Quar A Geraci ULN

audio

 

** quinta, proposta, da Lodate Dio (proposta ulteriore rispetto precedente)

partitura: Salmo II Quaresima A LD 2

 

PREGHIERA DEI FEDELI

** prima proposta II Quaresima A Pdf 1

** seconda proposta II Quaresima A Pdf 2

** terza proposta II Quaresima A Pdf 3

** da Orazionale CEI Pdf II Quaresima OR CEI