Yesti per celebrare

Vi Domenica del Tempo Ordinario A – 2026 –

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A

«Non son venuto per abolire,

ma per dare compimento»

 

  • La Liturgia di Domenica scorsa ci ricordava l’insegnamento di Gesù ai suoi discepoli in modo che comprendessero quale testimonianza dovessero dare con la loro vita. Oggi la Parola che ci viene consegnata cerca di farci comprendere quale debba essere il ruolo del cristiano, che solo se invaso dallo Spirito di Dio può vivere con “sapienza” ed essere veramente luce nel mondo.
  • Gesù non è venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a darle quel “di più” che la fa superare come legge e la fa accettare come scelta interiore. Di fatto la giustizia del fariseo si limita all’osservanza degli articoli di legge. La giustizia del cristiano non dipende prima di tutto dalla semplice osservanza della legge, ma dal fatto che gli ultimi tempi sono compiuti in Gesù, e che Gesù per primo è giunto ad obbedire alla legge in comunione con il Padre. Cristo stabilisce un nuovo criterio di valutazione morale: l’intenzione personale.
  • E’ nel cuore che si decide l’atteggiamento più vero e più radicale dell’uomo, è lì che bisogna portare l’attenzione e la scelta: questa è la superiore esigenza della legge, il “di più” con cui Cristo la porta a compimento e a perfezione. Non basta non uccidere, bisogna non adirarsi (Mt 5,21s). Non basta non commettere adulterio, bisogna non desiderare la donna degli altri (Mt 5,27s). Non basta lavarsi le mani prima dei pasti, bisogna “purificare” il cuore dell’uomo (Mc 7,1-23). Non basta erigere monumenti ai profeti, bisogna non farli tacere uccidendoli (Mt 23,29ss). Non basta dire: «Signore, Signore», ma bisogna «fare la volontà del Padre che è nei cieli» (Mt 7,21). Non basta dire parole senza fine nella preghiera, bisogna aver fede nella bontà di Dio (Mt 6,7). Non basta il sacrificio, non serve a niente l’atto di culto e l’osservanza dei precetti minori se non si pongono al primo posto nella propria vita morale la giustizia, la misericordia e la fede (Mt 9,13; 12,7; 23,23).
  • La legge viene imposta all’uomo dall’esterno. Se Gesù si limitasse soltanto a spiritualizzare la legge, il suo sarebbe un perfezionamento incompleto. Egli punta alla volontà, al cuore. Il “nuovo” apportato da Cristo è altrove: se Gesù esige un di più, la motivazione è in quel «ma io vi dico». Chi impone è Cristo, il quale ne ha dato per primo l’esempio. L’amore per i nemici, la sopportazione della sofferenza e della persecuzione sono resi possibili al cristiano perché è sollecitato e realmente aiutato dall’esemplare che ha davanti. Il cristiano non obbedisce soltanto a una legge, ma si mette sulla scia di Cristo che lo precede e che diventa per lui modello-legge-istanza suprema-forza interiore per il dono dello Spirito (Mt 3,11), premio-amore beatificante
  • Le parole di Gesù invitano il cristiano a qualcosa “di più”, a fare un passo avanti nella fraternità. Non basta non uccidere il fratello, occorre rispettarlo, non prenderlo alla leggera, non sentirsi superiore a lui. Si può uccidere con le parole, con un giudizio duro, con un atteggiamento sprezzante. Si può uccidere il fratello relegandolo nell’isolamento, spegnendo il suo entusiasmo e i suoi progetti di bene, non permettendogli di esprimersi liberamente. Gli emarginati, gli anziani dei ricoveri, i deboli mentali, i “lontani” sono uccisi dal nostro crudele disinteresse, dal nostro isolamento, dal nostro dito puntato… Non si può onorare Dio se il fratello è disonorato, perché Dio è in ogni fratello che incontriamo, specialmente nei poveri, nei piccoli, negli umili, nei disprezzati…
  • L’amore dell’uomo e della donna non è desiderio e ricerca egoistica della propria soddisfazione. L’amore è volere il bene dell’amato, è incontro libero e liberante. L’attrazione fisica senza amore è segno di una alienazione e immaturità profonda, è la negazione della liberta e della dignità della persona, è un tentativo di distruggere l’altro per fame una “cosa”, un oggetto. L’amore vero, radicato nella totalità della persona, si inserisce nell’unica corrente d’amore che è Dio, un Amore che dona il Figlio: un dono totale, perché Cristo ha dato la sua vita per noi; un Amore che ha «promesso di essere presente in coloro che lo amano e con cuore retto e sincero custodiscono la sua parola» (colletta). La famiglia deve vivere queste caratteristiche di amore, che la segnano profondamente e ne cementano l’unita. L’amore nel matrimonio o è cosi o non è nulla, totale fino a darsi, a sacrificarsi completamente.
  • Le parole non sono fatte perché gli uomini se ne servano per ingannarsi a vicenda, ma perché ciascuno di essi porti a conoscenza degli altri il proprio pensiero. Ingannare gli altri significa travisare il segno della parola, farla diventare mezzo di divisione e di confusione anziché di comunione e di chiarezza. Cristo supera, quindi, la legge giudaica quando vieta la menzogna in ogni circostanza, rendendo cosi inutile il giuramento.
  • La fedeltà alla nuova legge del Signore ci ricorda come que­sta sia riuscita ad amalgamarsi con la realtà umana. La cultura occidentale è frutto dell’influenza cristiana; le stesse tre grandi parole maestre della Rivoluzione francese sono tre grandi pa­role maestre cristiane: libertà, fraternità, uguaglianza. Ora si sta ritornando alle origini della Chiesa, alla traccia fissata dalla fa­mosissima lettera «A Diogneto»: «I cristiani abitano la propria patria, ma come stranieri; partecipano a tutto come cittadini e tut­to sopportano come forestieri; ogni terra straniera è la loro patria e ogni patria è terra straniera».
  • I grandi teologi cattolici ci hanno invitato a capire la direzio­ne della storia verso il nuovo policentrismo, verso la compene­trazione dell’ideale cristiano dentro il vissuto umano. Il Vangelo di oggi indica il percorso da compiere per raggiungere questo incontro fecondo. Le sei antitesi (omicidio, adulterio, divorzio, giuramenti, legge del taglione, amore del prossimo) tracciano questo percorso. All’inizio sta un’affermazione paradossale: «Non pensate che sia venuto ad abolire… ma a dare compimento». Gesù con­danna la lettura riduzionista fatta dagli scribi e dai farisei. Per esempio, non uccidere: non basta evitare l’assassinio, ma bisogna fraterniz­zare con il vicino. Si è giusti non solo in alcuni atti estremi o in alcune ore del giorno, ma, sempre, a motivo del Battesimo, si è consacrati all’amore di Dio e del prossimo. La religione si trasforma da osservanza di un codice a una to­tale adesione di vita. 613 i precetti (248 quante le ossa del corpo, quelli positivi, più 365 quanti i giorni dell’anno, quelli negativi) sono quelli enumerati dai rab­bini. Gesù li supera consegnandoci un solo comandamento che ingloba tutti: «Amerai il Signore tuo Dio… è da questo che di­pende tutta la Legge e i Profeti».
  • Questa Eucaristia ci chiede di favorire un clima di accoglienza perché il Signore ci vuole aperti al perdono e alla sua grazia. Il nostro impegno è di fare percepire come la presenza alla Messa non è tanto un dovere da compiere, quanto, piuttosto, una vera esperienza di riconciliazione e di pace.
  • Il Salmo 118 è bene sia cantato (come sempre abitualmente si raccomanda, in quanto è un canto interlezionario ed, essendo “canto”, non ha senso recitarlo!) perché è risposta di fede alla proposta del testo del Siracide e anticipa il messaggio libe­rante del Vangelo.
  • Il libro dei Vangeli (attenzione: non il Lezionario!!!), portato in processione e venerato con i ceri e l’incenso, evidenzia come il suo contenuto sia, per noi, fonte di vita e di gioia.

TESTI E MATERIALI

 

RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE

** Suggerimenti

** Riti di Introduzione con Atto penitenziale VI TO A Riti introduzione

** Riti di conclusione VI TO A Riti conclusione

SALMO RESPONSORIALE

** prima proposta, da Psallite

partitura Salmo VI TO A Psallite

audio

** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo VI TO A LD

** terza proposta, dal m° Impagliatelli

partitura Salmo VI TO A Impagliatelli

audio

 

PREGHIERA DEI FEDELI

** prima proposta VI TO A Pdf 1

** seconda proposta VI TO A Pdf 2

** terza proposta VI TO A Pdf 3

** da Orazionale CEI Pdf TO VI OR CEI