Testi per celebrare

XVIII Domenica del Tempo Ordinario A – 2026 –

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A

 

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente

!

  • Il brano evangelico di questa Domenica fa parte di un complesso che gli esegeti designano convenzionalmente con il nome di “sezione dei pani”, perché gravita attorno al racconto delle due moltiplicazioni dei pani. Tutta la sezione è concepita in modo che Gesù appaia come il nuovo Mosè, che offre una manna assai superiore a quella antica (Mt 14,13-21: Domenica odierna), trionfa sulle acque del mare come Mosè (Mt 14,22-33: Domenica XIX), libera il popolo dal legalismo in cui la legge di Mosè era caduta (Mt 15,1-9) e apre l’accesso alla terra promessa non solo ai membri del popolo eletto, ma anche ai pagani (Mt 15,21-28: Domenica XX).
  • Nel Vangelo di oggi è abbastanza facile vedere una immagine e una rivelazione della Chiesa: in essa si realizza la grande abbondanza di beni che era la caratteristica dei tempi messianici. Tale abbondanza di beni si ha nel convito che è segno di comunione di vita e di partecipazione ai beni di Dio. Così in pochi tratti Matteo presenta la Chiesa come Comunità messianica escatologica. E la presenta nella sua vitalità e fecondità: tutta realizzata nella fraternità dei discepoli attorno a Cristo per il servizio della folla. E’ anche pieno di significato il fatto che nella narrazione della moltiplicazione dei pani l’evangelista usi tutto il vocabolario del racconto della cena eucaristica. L’episodio di Cafarnao è visto nella luce dell’Ultima Cena, come anticipazione e promessa. La stessa raccolta dei frammenti avanzati in “dodici ceste”, oltre che ad indicare l’abbondanza messianica, non può non avere un riferimento simbolico alla vita della Chiesa. Il banchetto di Cafarnao va oltre la sua risonanza storica di prodigio per una folla affamata: è il simbolo della Comunità degli “ultimi tempi”, che si asside a mensa con Cristo, ed insieme è segno della presenza permanente di Cristo per dare all’umanità di ogni tempo il vero pane di vita. La Chiesa è il luogo, e l’Eucaristia è il momento privilegiato ove si scopre la potenza di Cristo e si attinge la capacità di ripetere il prodigio da lui compiuto.
  • Gesù ha saziato gli uomini che avevano fame. Il regno di Dio, di cui Gesù proclama l’avvento, non è di questo mondo, ma è in rapporto diretto con esso. Non si può pensare che esso non si manifesti anche come una risposta effettiva a quel bisogno fondamentale dell’uomo, che è il bisogno di pane. Ma la folla ha seguito Gesù per ascoltare il suo messaggio. Ora la Buona Novella che egli proclama non potrà mai ridursi a una sazietà corporale. L’essenziale è altro, e la moltiplicazione dei pani non è che il segno di un pane di vita che sazia per l’eternità. Ma il pane divino che sazia l’uomo lo rende capace di amare di più i suoi fratelli; suscita in lui un dinamismo umano che lo induce a procurare il pane a coloro che ne sono privi. Il miracolo della moltiplicazione dei pani è per il cristiano un segno e un appello.
  • La partecipazione al pane di vita si manifesta traducendosi necessariamente nella decisa volontà di tentare tutto affinché gli affamati siano saziati, coloro che hanno sete possano bere, coloro che sono nudi possano ricoprirsi, ecc. (Mt 25). La partecipazione al banchetto eucaristico diventa per il cristiano la sorgente di uno sforzo di promozione umana nel quale tutti e ciascuno siano riconosciuti nella loro fondamentale dignità personale nel seno di una sola grande Famiglia. La Celebrazione Eucaristica introduce sempre più profondamente i cristiani nella Comunità ecclesiale, che è comunità di fratelli e di poveri. Il pane che non perisce è distribuito con abbondanza, ma sotto apparenze molto modeste come un vero cibo da poveri. Coloro che partecipano a questo banchetto sono rafforzati dal pane di vita che li unisce come fratelli e li strappa dall’attaccamento ai beni caduchi e dalla loro schiavitù. Nello stesso tempo l’Eucaristia fa sì che il credente sia sempre più un uomo disponibile e sempre più libero per l’unico servizio: il servizio di Dio che si identifica con il servizio di tutti gli uomini.
  • Nella celebrazione dell’Eucaristia siamo il nuovo popolo che ha fame di Dio, un popolo che si allontana dalla città terrena e si riunisce per fare l’esperienza di Dio: il Padre ci nutre con il pane della Parola e con il pane dell’Eucaristia; nella grande Preghiera Eucaristica ringraziamo Dio per le opere di salvezza che ha compiuto per noi, e per i beni che ci dona in abbondanza: gli chiediamo che tutti gli uomini, figli suoi, amati e salvati da lui, siano saziati con pane della famiglia del Padre; nella comunione Gesù distribuisce se stesso come pane di cita che ci sazia; da lui riceviamo la forza per compiere il nostro cammino fino al Regno; nel medesimo tempo attingiamo l’amore che ci fa spartire con i fratelli i benefici ricevuti da Dio.
  • La moltiplicazione dei pani richiama immediatamente il tema dell’Eucaristia. Il racconto nell’evangelista Giovanni è di poco precedente alla promessa dell’Eucaristia. I particolari della narrazione inoltre sono espressi col vocabolario proprio della Celebrazione Eucaristica: «Prese i cinque pani… pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli…».
  • L’accoglienza e il segno della pace possono essere oggi i segni della convivialità, dello stare seduti uno accanto all’altro. Il gesto della pace derivi dalla Parola stessa.
  • La presentazione dei doni potrebbe riservare spazio ad una colletta di denaro o generi alimentari per manifestare la vicinanza e la compassione di Dio e della Chiesa a concrete forme di povertà.
  • La cura dei testi consiglia la scelta di canti dove emerge il tema dell’Eucaristia e del servizio fraterno.
  • Durante la celebrazione non risulta stonata la benedizione al pane da portare a casa e da distribuire a chi non ha partecipato all’Eucaristia, ricordando a tutti l’invito ed il dono eccedente di Dio (cfr. Benedizionale, pp. 673 e 680, il n. 1660 fa esplicito riferimento alla moltiplicazione dei pani).
  • Alcune considerazioni che valgono per questa e le successive settimane… La Celebrazione Eucaristica domenicale nel mese di Agosto e in genere nel periodo estivo è di solito poco frequentata laddove le persone e le famiglie partono per le vacanze estive; invece, molto frequentata spesso con esigenza di moltiplicare le celebrazioni per poter accogliere tutti i fedeli nei luoghi di villeggiatura o nei paesi spopolati dall’emigrazione che in estate si ripopolano grazie ai concittadini che vi ritornano per le ferie. In ogni caso, la celebrazione dovrà essere curata, con i pochi o tanti strumenti e ministri di cui si dispone, pur conservando uno stile sobrio ed evitando di dare il senso di una Messa “estiva”, cioè veloce e sciatta. Dove sono presenti persone di passaggio o occasionali è bene che queste si trovino ben accolte: nessuno è estraneo, ma tutti siamo ospiti e pellegrini in questo mondo!

TESTI E MATERIALI

 

RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE

** Riti di Introduzione con Atto penitenziale XVIII TO A Riti di introduzione

** Riti di conclusione XVIII TO A Riti di conclusione

SALMO RESPONSORIALE

** prima proposta, da Psallite

partitura Salmo XVIII TO A Psallite

audio

** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo XVIII TO A LD

 

PREGHIERA DEI FEDELI

** prima proposta XVIII TO A Pdf 1

** seconda proposta XVIII Pdf 2

** da Orazionale CEI Pdf XVIII TO OR CEI