Testi per celebrare

XIII Domenica del Tempo Ordinario A 28 Giugno 2026 -A-

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A

28 Giugno 2026

 

Manifestare al mondo la speranza del tuo regno

 

  • La Liturgia di questa Domenica ci introduce nel mistero dell’ospitalità: «Non dimenticate l’ospitalità; poiché alcuni esercitandola, senza saperlo, ospitarono degli angeli» (Eb 13,2). Come ogni cultura antica, anche quella biblica riconosce nell’atto di accoglienza uno dei luoghi della teofania sempre attiva di Dio.
  • Anche noi oggi rinnoviamo questo mistero di accoglienza, ricevuta e donata. Infatti, l’Eucaristia è sinassi, radunarsi della comunità nel nome di Cristo, a motivo del suo invito: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi». Si potrebbe dire che il primo atto liturgico è proprio il convenire tutti nel medesimo luogo, «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Ben prima del prendere posto, del canto, del saluto liturgico che lo esplicita, il sacramento eucaristico è un invito ad essere ospiti della tenda del Signore, per poi essere inviati (Ite, missa est!) a testimoniare questa stessa ospitalità fra le genti.
  • Nella Parola di Dio oggi proclamiamo l’inizio della bellissima vicenda di Eliseo, ospite della donna di Sunem; cantiamo Dio come nostro scudo; e, infine, si completerà il discorso missionario da parte di Gesù, già ascoltato in parte Domenica scorsa. Il regno di Dio è evento di ospitalità.
  • Anzitutto la Parola di Dio ci indica le condizioni del seguire Gesù: distacco, croce, disponibilità totale (prima parte del brano evangelico). Nella lettera ai Romani, Paolo (Seconda Lettura) non descrive soltanto un rito sacramentale: il gesto del rito è segno e iniziazione ad uno stato di esistenza battesimale. Il cristiano prolunga, in ogni momento della sua vita, il significato e la realtà del battesimo, nel dinamismo pasquale di morte-risurrezione. Egli muore, ogni momento, al peccato, all’egoismo, alla carne, all’uomo vecchio, per risorgere alla vita nuova di amore e di grazia, allo Spirito, all’uomo nuovo. Alla base dell’esistenza cristiana c’è, quindi, una tensione dialettica, un conflitto tra un sì alle esigenze della grazia, agli appelli incessanti dello Spirito, e un no alle seduzioni della carne, al peso dell’egoismo e della pigrizia. E tutto questo è croce. Prendere la croce, operare dolorosi distacchi, perdere la propria vita (Vangelo), sono sinonimi di morte al peccato e di apertura agli appelli della grazia. Il cristianesimo «pasquale» non è sinonimo di facilità e di fuga dalla sofferenza. Lo splendore del mattino di Pasqua è sempre preceduto dalle tenebre del Venerdì santo… Per seguire Gesù bisogna passare inevitabilmente per la via stretta. Ma è solo percorrendo questa via che si giunge alla vita, come soltanto chi avrà gettato la sua vita per Cristo la ritroverà.
  • Come l’accettazione della croce è condizione essenziale per seguire il Signore, così accogliere gli altri (siano gli apostoli, come i poveri e i piccoli) con generosa ospitalità, è segno di fedeltà al comandamento nuovo dell’amore fraterno senza frontiere. Non solo l’accoglienza del compagno, del familiare o dell’amico — i pagani non fanno forse altrettanto? — ma l’accoglienza del forestiero, del lontano, del povero, di colui che non può ricambiare. Un’accoglienza che invita alla rinuncia, alla disponibilità, alla gratuità, perché vede nell’ospite, nel forestiero, nel povero specialmente, il divino Forestiero che non ha una pietra dove posare il capo (Mt 8,20). Nell’affamato, nell’assetato, nel pellegrino, nell’ignudo, nell’ammalato, nel prigioniero.., è sempre Gesù che bussa alla porta del cristiano e chiede ospitalità e aiuto (Mt 25,35-36). Quanto si potrebbe dibattere su questo tema nel nel tempo in cui viviamo!!! Ma l’accoglienza e l’ascolto si manifestano e ci interpellano anche in altre situazioni: nell’attenzione all’altro, nella capacità di dialogo, nello sforzo di “comprendere” le ragioni dell’altro. E’ un atteggiamento, una disposizione di fondo che sa accogliere senza spirito ipercritico, senza animo diffidente e sospettoso, ma con attenzione ed amore i gesti e gli interventi del Magistero, anche se ne vediamo i limiti o gli aspetti manchevoli; sa ascoltare e «non spegnere» lo Spirito che si manifesta in certi movimenti ecclesiali, che anima gruppi e istituzioni dei quali non condividiamo le scelte o i metodi; fa più assegnamento sulle persone che sull’organizzazione e sull’istituzione.
  • Presso gli antichi l’ospitalità era sacra. Ancora oggi, presso i popoli poveri, l’ospite è accolto e rispettato con spontaneità ed umanità. I poveri si aiutano e spartiscono volentieri il poco che hanno. Oggi, specialmente nei paesi ricchi ed opulenti dell’Occidente, lo straniero è considerato come un intruso; l’ospitalità si pratica ancora, ma condizionata dall’interesse; è diventata un’industria, una sorgente di guadagno. Il turista è ricevuto perché porta valuta pregiata e quindi ricchezza. Anche i lavoratori stranieri, gli immigrati da altre regioni della stessa nazione trovano posto nella nostra società in quanto forniscono la mano d’opera di cui si ha bisogno. Ma più che “accolti” sono spesso (mal) “sopportati” come un male necessario, come uno scotto da pagare. In molti casi vivono in ghetti, in situazioni infraumane, con condizioni di lavoro spesso ingiuste. E quando la loro presenza comincia a mettere in pericolo la sicurezza delle regioni ospitanti, o compromette i privilegi acquisiti, allora lo straniero viene riaccompagnato alla frontiera…
  • Comunque resta vero (e per i cristiani dev’essere un motivo di un serio esame di coscienza!) che l’ospitalità, il senso dell’accoglienza, è uno dei segni per misurare la reale fedeltà al Vangelo delle nostre Comunità cristiane. Le manifestazioni xenofobe, i gesti di intolleranza nei confronti degli stranieri rivelano il volto anticristiano e antievangelico di comunità apparentemente cristiane e praticanti.
  • In questa Domenica si potrebbe curare con maggiore attenzione l’accoglienza. Alcuni operatori pastorali e/o lo stesso Presbitero/Parroco potrebbero in questa occasione accogliere alle porte della chiesa coloro che arrivano, in particolare le persone anziane, con disabilità, gli ammalati o chi è nuovo. Dopo l’accoglienza si potrebbero celebrare i riti di introduzione e poi di conclusione con più calma e solennità, proprio per vivere ciò che la Liturgia della Parola ci comunica.
  • Le monizioni proposte possono aiutare a notare il legame tra la Parola e i gesti rituali consueti.
  • Nel servizio omiletico è prezioso far risuonare nell’assemblea quanto abbiamo ascoltato durante la Liturgia della Parola. La scelta autentica della fede espone anche a scelte dolorose (perdere la famiglia, perdere sé stessi), ma apre ad un’inedita esperienza di ospitalità e compagnia.
  • Anche se il caldo comincia a farsi sentire, e con esso le proposte allettanti dell’estate, lo spirito non va in vacanza! Il Signore continua a farci sentire la sua voce, a venirci incontro perché lo accogliamo nella nostra casa, nella nostra vita e diventiamo suoi discepoli. Il periodo estivo, durante il quale ciascuno merita il giusto riposo, può essere tempo favorevole da dedicare con maggior attenzione alla relazione con il Signore. Molteplici sono le occasioni di cui possiamo approfittare, magari in un contesto naturale che riposa il corpo e rinfranca lo spirito. Diffondiamo nelle nostre Comunità gli annunci circa diverse iniziative finalizzate all’incontro con i coetanei, a confrontarsi con sorelle e fratelli maggiori nella fede ed essere aiutati a scoprire il sogno che Dio ha sulla vita di ciascuno.
  • Oggi, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli, la Chiesa italiana si unisce con affetto al Santo Padre Francesco. Le offerte che verranno raccolte siano destinate alla Carità del Papa, perché tanti poveri nel mondo possano trovare sollievo alle loro sofferenze.

TESTI E MATERIALI

 

RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE

** Riti di Introduzione con Atto penitenziale XIII TO A Atto penitenziale

** Riti di conclusione XIII TO A Riti di conclusione

SALMO RESPONSORIALE

** prima proposta, da Psallite

partitura Salmo XIII Tempo Ordinario A psallite

audio

** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo XIII Domenica Tempo Ordinario A

** terza proposta, dal m° Impagliatelli

partitura Salmo XIII TO A Impagliatelli

audio

 

PREGHIERA DEI FEDELI

** prima proposta XIII TO A Pdf 1

** seconda proposta XIII TO A Pdf 2

** da Orazionale CEI Pdf XIII TO OR CEI