XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A
«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo,
ma non hanno potere di uccidere l’anima»
- Nella XII Domenica del Tempo Ordinario del ciclo “A” la Liturgia ci presenta la prospettiva della speranza rispetto agli ostacoli che la testimonianza cristiana incontra nel nostro tempo. Ciò che oggi si prospetta come valore di riferimento è il profitto. L’economia viene travolta dalle speculazioni e il valore dell’essere umano è rapportato a quanto può contribuire per la realizzazione di benefici economici. Il profeta Geremia (Prima Lettura) lamenta la persecuzione perché non si allinea con il modo di pensare dei suoi contemporanei. Gesù nel Vangelo ci dice di non avere «paura degli uomini» che «uccidono il corpo». E san Paolo rispetto alla morte prospetta il «dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo». I cristiani di oggi, che stigmatizzano l’annientamento dell’essere umano, lo sfruttamento dissennato delle risorse naturali e la cultura di morte conseguenza della mancanza di rispetto della dignità umana e della distruzione del creato, sono gli annunciatori del Vangelo che valgono «più di molti passeri!».
- Il popolo di Dio ha sperimentato, durante tutta la sua storia, la violenta opposizione dei popoli vicini. Il mistero della persecuzione, pur essendo connesso al mistero della sofferenza in genere, ne è distinto. La sofferenza costituisce un tormentoso problema, perché tocca tutti gli uomini anche i giusti e gli innocenti. La persecuzione colpisce i giusti proprio perché giusti; raggiunge specialmente i profeti a causa del loro amore a Dio e della loro fedeltà alla sua parola. Geremia occupa fra i perseguitati un posto speciale: egli ha espresso meglio degli altri lo stretto legame che esiste tra la persecuzione e la missione profetica.
- Il Servo sofferente compie il piano di Dio con l’accettazione dei maltrattamenti che il popolo gli infligge. La ragione profonda che spiega il dramma del giusto perseguitato è messa in luce dal libro della Sapienza: il giusto è diventato per l’empio «insopportabile solo al vederlo» (Sap 2,14); è «di imbarazzo» (Sap 2,12), un testimone del Dio vivente che si preferisce misconoscere. Condannando Gesù al supplizio della croce, gli Ebrei continuano l’ingiustizia dei loro antenati che hanno perseguitato i profeti, e così tentano di opporsi al piano di Dio. Ma il calcolo dell’uomo peccatore si rivela sbagliato. I “principi di questo mondo”, crocifiggendo il “Signore della gloria”, diventano, in realtà, gli strumenti della Sapienza divina (cfr. 1 Cor 2,8), perché la morte di Cristo diventa salvezza del mondo e gloria di Dio.
- Nell’insegnamento di Gesù, la persecuzione diventa oggetto di beatitudine: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno…» (Mt 5,11). Essa è inevitabile: «Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi». Impegnarsi a vivere seguendo la via di Dio significa incontrare nel proprio cammino difficoltà sempre nuove e sempre più grandi. In un mondo che è dominato dall’egoismo e dalla ricerca del proprio interesse, chi predica l’amore, la povertà e il perdono, sarà inevitabilmente perseguitato, perché il peccato è profondamente radicato nel cuore dell’uomo. Ma il perseguitato non teme. Egli ha fiducia nel Signore. I persecutori possono uccidere solo il corpo, ma non hanno il potere di mandare in rovina l’anima. Il cristiano affronta la persecuzione con gioia: gli apostoli «se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù» (At 5,41); e san Paolo: «Sono pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione» (2 Cor 7,4).
- Gesù mette in guardia i suoi discepoli dalla paura perché sa che, prima o poi, arriverà il momento della prova. E allora, in quel momento, essi rischieranno di lasciarsi afferrare dall’angoscia, potranno ritenersi abbandonati, in balìa degli eventi. Sì, la paura è un autentico pericolo per il discepolo. Paura di essere lasciato solo proprio quando avrebbe bisogno di qualcuno che lo rincuora e lo sostiene. Paura di non poter contare sull’approvazione della maggioranza, o almeno dei vicini, dei colleghi, degli amici, dei familiari. Paura di non ricevere solidarietà proprio al momento giusto, quando si è più esposti alle critiche, alle calunnie, alle minacce. La paura gioca brutti scherzi, induce all’omertà, al compromesso. Spinge ad evitare attriti, frizioni, conflitti di ogni genere per evitare ritorsioni, per non doversi esporre in prima persona. Porta ad abbassare la voce, a non far udire le proprie denunce in modo chiaro e deciso. E a condurre una predicazione del Vangelo che consuma già il tradimento perché lo annacqua al punto di fargli perdere ogni sapore. Il contrario della paura è la fiducia. Non è un rimedio magico. Non trasforma i discepoli in leoni, ma fa loro percepire la presenza, la vicinanza di Dio. È fiducia nella bontà di quel messaggio che ci è stato affidato e che costituisce la risposta migliore a tutte le attese. È fiducia in colui che ci manda e non ci lascia in mezzo alle difficoltà, ma continua a rimanerci vicino. È fiducia nel progetto per il quale lavoriamo, che non è un sogno o un’illusione per i deboli e gli incapaci. E ha una forza inspiegabile, che viene da Dio. Questa fiducia è capace di trasformare la nostra esistenza anche nel tempo della prova. Rimaniamo nell’oscurità, ma scopriamo la sua luce che ci rischiara. Conosciamo la nostra debolezza, ma scopriamo la forza che viene da lui. Sentiamo disorientamento, ma proviamo quella pace che solo lui può donarci.
- Il Concilio Vaticano II ha chiesto alla Chiesa di cambiare il suo atteggiamento nei confronti del mondo: essa non è più la roccaforte isolata, ma il lievito che vuole animare e permeare con il Vangelo la “massa”. Non dobbiamo pensare che questa riconciliazione sia facile e che dopo di essa gli uomini possano con facilità tendersi la mano. Nella misura in cui alcuni metteranno veramente in pratica le beatitudini evangeliche, per una autentica promozione umana, costoro conosceranno la persecuzione. L’opposizione tra la sapienza del mondo e la sapienza di Cristo è inevitabile e irriducibile.
- Non tutte le volte, però, che la Chiesa sperimenta la persecuzione, è per la sua fedeltà al Vangelo e per l’imitazione di Cristo sulla via della croce; qualche volta è stata perseguitata e osteggiata perché in ritardo sulla storia, per pigrizia o per mancanza di fiducia o di coraggio. E’ doloroso costatare come idee cristiane ed evangeliche, quali libertà, uguaglianza, diritti della persona, democrazia, abbiano trovato in alcuni settori della Chiesa resistenze, sospetti e talora anche opposizione. Talvolta l’ostilità contro la Chiesa è nata da un amore deluso verso di essa. I limiti umani della Chiesa, cioè dei cristiani, le connivenze inconsapevoli, forse, ma reali con situazioni di ingiustizia e di potere, le paure e le esitazioni, i silenzi, la mancanza di coraggio… le hanno fatto rivoltare contro persino uomini onesti e di buona volontà. In più di un caso le persecuzioni contro la Chiesa trovano la loro origine in una concezione errata della religione che sembra conculcare la libertà e l’autonomia dell’uomo. Ma c’è, infine, anche una persecuzione che possiamo chiamare “satanica”. E’ il lievito nero del mondo che si diffonde e ramifica come un cancro che corrode i tessuti dell’umanità; è come un corpo mistico del male, col quale, nonostante ogni gesto di buona volontà, la Chiesa non può entrare in dialogo, perché si tratta del nemico irriducibile, dell’avversario che lotta contro Cristo e il suo regno. E questo, nonostante tanto scetticismo, è un male che esiste ed è molto attivo.
- Le letture di oggi, parlando di persecuzione e di testimonianza fedele, sviluppano un aspetto centrale del Mistero pasquale. All’ingresso, alla presentazione dei doni e alla comunione soprattutto, potremmo recuperare qualche canto tipico della passione/croce per inserire un richiamo esplicito alla vicenda di Gesù che diventa anche la sorte del discepolo che non rinnega il Maestro. Infatti, quello che il martire cerca non è la morte, ma la conformità al suo Signore che antepone a ogni altra esigenza; egli chiede solo di poter vivere in fedeltà a Cristo e alla sua parola, come tralcio unito alla vite, perché sa che lontano dal Risorto la sua stessa vita è perduta.
- Nel Vangelo è detto «voi valete più di molti passeri…». Si metta in evidenza la dignità dell’assemblea popolo di Dio per il valore che ha davanti al Padre attraverso l’accoglienza serena e coinvolgente e l’incensazione dell’assemblea stessa alla presentazione dei doni.
- Si approssima il tempo delle ferie e delle vacanze ed è opportuno ricordarci vicendevolmente e ricordare alle nostre Comunità che questi mesi giovano alla distensione del corpo e dello spirito. Non sono mesi per andare in ferie dall’Eucaristia domenicale, senza la quale non possiamo vivere, e/o dalle varie realtà parrocchiali in cui si fa continua esperienza di “Famiglia di Dio”. A tal proposito, è perentorio ricordare che il Tempo Ordinario che stiamo vivendo non è un tempo liturgico meno “importante” degli altri! E’ il tempo dello Spirito che opera in noi e ci fa Chiesa, Corpo mistico di Cristo. Pertanto, la Liturgia domenicale non perda assolutamente il suo tono solenne e festoso. Non si favoriscano sconti, riduzioni… perché celebrare bene e nella bellezza aiuta, sempre e comunque, noi e la nostra gente a vivere meglio l’esperienza della vita quotidiana e della missione. Non si trascuri mai almeno il canto della Grande Dossologia, della Dossologia al termine della Prece Eucaristia, l’uso dell’incenso…
- Si curi anche con particolare attenzione l’accoglienza di coloro che si trovano nelle nostre Comunità in occasione delle vacanze, delle visite ai parenti… Le nostre Comunità siano sempre aperte alla comunione con quanti si avvicinano per attingere alla sorgente della Parola e del Pane di vita.
TESTI E MATERIALI
RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE
** Riti di Introduzione con Atto penitenziale XII TO A Atto penitenziale
** Riti di conclusione XII TO A Riti di conclusione
SALMO RESPONSORIALE
** prima proposta, da Psallite
partitura Salmo XII TO A PS
audio
** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo XII TO A LD
** terza proposta, dal m° Impagliatelli
partitura Salmo XII TO A Impagliatelli
audio
PREGHIERA DEI FEDELI
** prima proposta XII TO A Pdf 1
** seconda proposta XII TO A Pdf 2
** terza proposta XII TO A Pdf 3
** da Orazionale CEI XII TO OR CEI

