XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A
18 Ottobre 2026
«Ipocriti, perché volete mettermi alla prova?
Mostratemi la moneta del tributo»
GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
(Si veda apposito articolo riguardo al mese missionario e il sito dell’ ufficio diocesano per la pastorale missionaria)
- La Liturgia di questa Domenica orienta la Comunità cristiana all’ascolto del Signore in relazione con la storia umana: quale presenza vive in essa? Come interpretare, alla luce della fede cristiana, lo sforzo organizzativo politico in fatto di identità e di integrazione culturale? Quando si è minoranza e in diaspora, dentro grandi strutture sociali e culturali, è inevitabile porsi simili questioni e cercare delle risposte adeguate. Forse non lo è altrettanto per chi, all’interno delle grandi strutture, si trova condizionato da una ideologia (o da un leader) che esonera dal cercare una propria strada di autonomia personale e di responsabilità!
- Diverse e talora divergenti sono le interpretazioni date alla celebre frase-risposta di Gesù a coloro che volevano tendergli una trappola: una frase ad effetto, quasi una “scappatoia” con la quale Gesù risponde senza sbilanciarsi; una risposta ironica, come se Gesù volesse dire: solo quando c’è da pagare le tasse tirate fuori il problema della coscienza; una precisa definizione dei limiti di campo e dei rapporti reciproci fra Stato e Chiesa. Emerge comunque chiaro che ciò che importa è il regno di Dio. Questo è l’unico assoluto da ricercarsi. Gesù è venuto a predicare il Regno: questa è la realtà fondamentale e discriminante. Di fronte a questo annuncio tutto passa in secondo piano. Con questo, Gesù non vuol negare la funzione di Cesare, ma vuol colpire i suoi avversari che non hanno compreso la sua missione e dimenticano la questione decisiva.
- Spesso il brano odierno viene usato per riaffermare e per dare un fondamento biblico, rivelato, alla distinzione e reciproca autonomia tra Chiesa e politica. Molto probabilmente la risposta di Gesù non aveva questa intenzione: sia per il contesto del racconto, che non esigeva un pronunciamento su questo problema; sia per il contesto storico dei suoi tempi, nei quali non si distingueva ancora tra potere politico e religioso. Ma la risposta di Gesù è ugualmente illuminante perché indica una direzione. Gli Ebrei del tempo di Gesù erano abituati a concepire il regno inaugurato dal futuro Messia nella forma di una teocrazia, cioè come dominio diretto di Dio, tramite il suo popolo, su tutta la terra. La parola di Gesù rivela l’esistenza di un regno di Dio nella storia, nel quale è possibile ad ognuno, e non solo all’ebreo, entrare fin d’ora, senza attendere che si inauguri un ipotetico regno politico di Dio su tutta la terra. Il regno di Dio, infatti, è possibile all’interno di un regno pagano, non meno che nel quadro di una teocrazia, poiché non si identifica né con l’uno né con l’altra. Si rivelano così due modi qualitativamente diversi di dominazione e di sovranità di Dio sul mondo: la sovranità spirituale che costituisce il regno di Dio e che egli esercita direttamente in Cristo, e la signoria temporale che egli esercita indirettamente, mediante il libero gioco delle cause seconde.
- La parola di Gesù richiama la nostra riflessione su uno dei problemi più importanti e cruciali dei cristiani oggi. L’uomo moderno ha la profonda convinzione di avere un compito storico da svolgere sulla terra, un compito che è proporzionato alle sue possibilità sempre maggiori e che implica un reale dominio sull’universo. Il fine è questo: la promozione della comunità umana nel seno di una “città” sempre più fraterna. Questa presa di coscienza si accompagna talvolta a una critica amara nei confronti della religione, che viene considerata la responsabile della secolare alienazione degli uomini. Molti assumono nei confronti della religione un atteggiamento di non considerazione, come se essa non avesse alcun apporto positivo da offrire. La fede cristiana, vissuta integralmente, lungi dal suggerire rassegnazione ed evasione nei confronti dei compiti terreni dell’uomo, aiuta il credente ad assumere le proprie responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi che si impongono alla coscienza moderna. Gli appelli del mondo attuale trovano una eco sempre più profonda in vasti strati del popolo cristiano, e fortunatamente non sono scarsi i cristiani coerenti che si assumono i ruoli della promozione, della liberazione e della costruzione di una città terrena più giusta ed umana. Il Concilio Vaticano II ha dedicato una parte importante dei suoi lavori all’analisi delle preoccupazioni dell’uomo del XX secolo, problemi in apparenza più profani che religiosi, sicché le reticenze o le assenze del cristiano di ieri in rapporto al suo impegno nel mondo, dovrebbero essere superate. Rimane, tuttavia, una domanda: la costruzione della città terrena è un compito importante, ma non è essa caduca? Costruendo la città degli uomini si contribuisce o no all’edificazione del regno di Dio? Non sono due regni diversi?
- La speranza cristiana, certo, non si compie pienamente se non nel mondo futuro. Tuttavia, essa mostra fin d’ora la sua efficacia: è una forza immensa nel mondo, è un fermento che lo fa lievitare, è un sale che dà senso e sapore allo sforzo umano di liberazione, all’impegno temporale. Non è alienazione, non è alibi. Non esistono due speranze: una terrena e l’altra celeste, la speranza è una sola: guarda alla realtà futura, ma, attraverso l’impegno cristiano, l’anticipa nella realtà terrestre.
- Nella risposta di Gesù alla domanda insidiosa dei suoi interlocutori, non c’è condanna per il potere politico. Gesù distingue, istruisce e illumina su una grande realtà: la moneta coniata da Cesare ha la sua immagine e gli appartiene, l’uomo è creato e porta l’immagine di Dio e appartiene a Dio; egli non può essere usato e schiavizzato da nessun potere, al quale è comunque riconosciuta una sua propria sfera d’azione, purché non sia contro l’uomo. È la domanda anche della preghiera colletta alternativa.
- La Liturgia della Parola ci invita oggi a contemplare Dio che, conducendo secondo il suo progetto d’amore la storia, suscita uomini e donne fedeli alla sua Parola a servizio del bene dei fratelli. Sarebbe bello sottolineare con evidenza la Parola di Dio nella processione d’ingresso, portando il libro dei Vangeli, e affidare il servizio di lettore ad alcuni membri dell’assemblea che sono impegnati in ambito politico-sociale.
- Nella preghiera di oggi deve trovare posto la supplica per i governanti della nostra Nazione e dei popoli del mondo, perché siano promossi il bene, la giustizia, la pace e tutti si adoperino a sconfiggere la fame, la sete e l’ignoranza, per liberare ogni uomo in ogni luogo della terra.
TESTI E MATERIALI
RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE
** Riti di Introduzione con Atto penitenziale XXIX TO A Riti di introduzione
** Riti di conclusione
SALMO RESPONSORIALE
** prima proposta, da Psallite
partitura
audio
** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo XXIX TO A LD
** terza proposta, dal m° Impagliatelli
partitura Salmo XXIX TO A Impagliatelli
audio
PREGHIERA DEI FEDELI
** prima proposta XXIX TO A Pdf 1
** seconda proposta XXIX TO A Pdf 2
** da Orazionale CEI

