XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – A
«Coraggio, sono io, non abbiate paura»
- L’annuncio di questa Domenica si rivolge a quell’umanità che è in ricerca di Dio o forse semplicemente di un senso del vivere, dell’essere, dell’agire; si rivolge a quell’umanità che nell’esperienza della fede è percorsa dal dubbio, dal turbamento e dalla paura. L’annuncio è racchiuso nelle parole del Signore: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». L’accento è da porre principalmente sul «sono io», cioè sulla rassicurazione che Gesù si rende realmente vicino quando il dubbio rende tutto più incerto. Le storie di Elia e di Pietro assieme agli altri discepoli sono in tal senso paradìgmatiche. Possono essere riprese con una narrazione sapienziale, che sappia cogliere il nostro oggi in quelle vicende lontane nel tempo ma attuali per le situazioni vitali che rappresentano.
- Le Liturgia della Parola presenta due scene di teofania: al profeta Elia Dio si manifesta nella brezza all’imbocco della caverna dell’Oreb; agli apostoli e a Pietro, in particolare, Dio si manifesta nella persona di Gesù che domina il mare (Prima Lettura e Vangelo). Quale sia il messaggio contenuto in queste due rivelazioni di Dio, ce lo mostra il Salmo responsoriale che parla di salvezza ormai prossima espressa nella ricca terminologia di misericordia, pace, grazia, fedeltà, giustizia… Dio viene incontro all’uomo specialmente nei momenti di necessità, quando questi lo invoca con fede. Il Dio dei profeti e di Gesù è colui che prende le difese dei poveri e dei deboli, e che delude le speranze di coloro che vogliono disporre della sua potenza. Egli non è nei fenomeni naturali grandiosi e violenti: vento, terremoto, fuoco; ma nel soffio leggero della brezza, quasi a significare la spiritualità e l’intimità delle manifestazioni di Dio all’uomo.
- La Comunità cristiana vive un’esistenza travagliata dalle ostilità delle forze avverse, che si manifestano nelle persecuzioni e nelle difficoltà esterne ed interne. Con le sue sole forze essa non giungerebbe al termine del suo cammino. Ma Gesù risorto è presente in mezzo ai suoi: anche se invisibile, egli li assiste. La Chiesa rivive, così, l’esperienza del pellegrinaggio dell’Esodo. La fede sua, come quella di Pietro, è messa a dura prova, ma la mano di Gesù che salva dal baratro non cessa mai di stendersi. Gesù offre, dunque, alla sua Chiesa la vittoria sulle forze del male e la sicurezza nelle prove, ma richiede come condizione essenziale una fiducia senza tentennamenti. Solo la fede è vittoriosa, la fede del cristiano che marcia incontro al Signore risorto, nel mezzo della tempesta. Una fede che qualche volta, come quella di Pietro, spinge ad andar lontano, a lasciare le tranquille sicurezze della terraferma per andare al largo.
- Affermare che Cristo ha vinto l’impero del male è in realtà riconoscere le dimensioni cosmiche della sua opera. Prima di lui la solidarietà nel peccato copriva tutta la creazione: Egli spezza questo legame. La vittoria del cristiano, quindi, non è soltanto una vittoria su se stesso: ha anche una risonanza Il cristiano vince realmente il mondo di cui domina gli elementi, come Cristo e Pietro hanno dominato il mare. La missione del cristiano consiste nello scuotere il dominio del male in tutti i campi in cui si manifesta. Ma la Parola di Dio (Prima Lettura) vuol sottolineare anche un altro aspetto del mistero di Dio e della visione religiosa dell’universo. L’esperienza di Elia lo porta a comprendere che Dio non è nei fenomeni naturali: uragano, terremoto, fulmini, dove volentieri lo ponevano i pagani e le religioni della natura; non è neppure nel fuoco, dove lo immaginava la tradizione jahwista (Es 19,18). Dio non si lascia imprigionare da nessuno degli elementi che ha creato. L’esperienza di Elia è particolarmente significativa della fede vissuta nel mondo moderno. Nella misura in cui la scienza ha “profanizzato” la natura e il mondo, ha reso un servizio all’idea di Dio, poiché Dio non può essere imprigionato nelle categorie umane e neppure contenuto e, quindi, raggiungibile nei fenomeni della natura: egli è l’assolutamente-Altro.
- Nel mondo ateo e secolarizzato, Dio non parla tanto al credente attraverso la natura e i fenomeni cosmici, resi opachi ed ottusi; egli riconosce Dio in mille altri “segni del tempo” che rivelano la sua volontà, il suo progetto sul mondo e sull’uomo. Egli non sente tanto Dio attraverso il linguaggio meraviglioso, ma ambiguo, del creato, bensì attraverso il segno privilegiato di Dio nel mondo: l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ne scopre la presenza nel suo essere, nella sua storia, nelle sue aspirazioni profonde per cui «l’uomo supera infinitamente l’uomo»(Pascal). «Poiché tutto è stato creato in Cristo, per mezzo di Cristo, in vista di Cristo, ogni aspetto di verità, di bellezza, di bontà, di dinamismo, che si trova nelle cose e in tutto l’universo, nelle istituzioni umane, nelle scienze, nelle arti, in tutte le realtà terrene e in particolare nell’uomo e nella storia: tutto questo è segno e via per annunciare il mistero di Cristo» (RdC 118).
- Il Vangelo, che di Domenica in Domenica illumina la nostra vita, rivela a noi stessi la nostra vita. Non solo chiarisce situazioni o momenti particolari, ma ci immette in cammini dai quali è difficile estraniarsi.
- Provocatorio risuona oggi l’invito di Gesù: «Coraggio… non abbiate paura! » La vita ha le sue prove, le sue sofferenze e i cristiani non ne sono esenti; ma la vicinanza di Dio è certa, soprattutto nei momenti di maggior bisogno. Tocca a noi esercitare gli occhi per cogliere la presenza di Dio in ogni circostanza ed aprire il cuore a lui.
- Privilegiare i canti dove appare il tema della fede, anche sofferta, e della ricerca.
- Perché non raccogliere, alla luce della Liturgia della Parola odierna, alcuni testi provocatori che stimolano una riflessione, una ricerca personale sulla fede, tratti dalla letteratura cristiana e laica o dal cinema o dai mass media, in un foglio da consegnare all’uscita, invitando i fedeli ad approfittare del tempo di vacanza per ridare alla fede una dimensione più approfondita?
- Il 15 Agosto, è la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Anche se ci si trova in tempo di ferie non si trascuri la partecipazione all’Eucaristia! Potrebbe essere valorizzata anche la sera della vigilia con la celebrazione comunitaria dell’Ufficio delle Letture vigiliare.
TESTI PER CELEBRARE
RITI DI INTRODUZIONE E DI CONCLUSIONE
** Riti introduzione XIX TO A Riti introduzione
** Riti conclusione XIX TO A Riti conclusione
SALMO RESPONSORIALE
** prima proposta, da Psallite:
partitura Salmo XIX TO A Psallite
audio
** seconda proposta, da Lodate Dio Salmo XIX TO A LD
PREGHIERA DEI FEDELI
** prima proposta XIX TO A Pdf 1
** seconda proposta XIX TO A Pdf2
** terza proposta, da Orazionale XIX TO Pdf OR CEI

