Indicazioni diocesane per la Settimana Santa

Nota sulle celebrazioni

della Settimana Santa 2021

Sulla scorta della recente nota della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e degli “Orientamenti per la settimana santa 2021” proposti dalla Conferenza Episcopale Italiana, si offrono alcune indicazioni per le nostre celebrazioni pasquali nella diocesi di Como.

 Considerata la situazione sanitaria, l’Ufficio diocesano per la Liturgia offre le seguenti indicazioni, affinché nella programmazione pastorale si mantenga una linea comune e i riti pasquali vengano celebrati nel pieno rispetto delle norme liturgiche e in conformità alle vigenti disposizioni volte a prevenire il contagio.

Qui il LIBRETTO COMPLETO: Note Settimana Santa 2021

Innanzitutto si esortino i fedeli alla partecipazione di presenza alle celebrazioni liturgiche nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali contenute del richiamato Protocollo; solo dove strettamente necessario o realmente utile, si favorisca l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse. Si raccomanda che l’eventuale ripresa in streaming delle celebrazioni sia in diretta e mai in differita e venga particolarmente curata nel rispetto della dignità del rito liturgico. La Nota CEI chiede “di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal Vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità”. I media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu2000 – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre.

Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme

Al fine di evitare ogni possibilità di assembramento, non è possibile ricorrere alla prima forma, ovvero alla processione che prevede il raduno e il movimento di un consistente numero di persone.

Pertanto, in ogni chiesa la commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme si terrà nella seconda forma proposta dal Messale Romano (Ingresso solenne).

Per quanto riguarda la distribuzione dei rami di ulivo o di palma si possono adottare differenti soluzioni. La valutazione andrà fatta, da parte dei parroci e dei loro collaboratori, tenendo presente le concrete situazione delle diverse chiese della parrocchia o comunità pastorale dove si svolgono i riti.

Una prima soluzione è quella di invitare i fedeli a portare da casa i rami di ulivo (laddove presenti) o di altri alberi. Ove ciò non sia possibile, l’eventuale distribuzione dei rami dovrà essere gestita con estrema cura per evitare assembramenti e contatti. A tal fine si potranno incaricare alcuni volontari, che previamente abbiano sanificato le mani, e indossino guanti e mascherina, di distribuire ai fedeli, all’esterno della chiesa, i rami di ulivo. È opportuno prevedere che i rami vengano distribuiti da più postazioni. Altri volontari provvederanno a fare in modo che le persone in attesa rimangano tra loro a debita distanza. I fedeli, poi, prenderanno posto e parteciperanno al rito tenendo in mano il proprio ramo.

Oppure, in alternativa, i rami potranno essere distribuiti prima della messa da alcuni volontari che passino tra le panche.

Come criterio generale, quindi, si eviti di fare in modo che i fedeli si assembrino vicino a tavoli o ceste e prendano autonomamente le palme o gli ulivi, toccando più ramoscelli  o buste.

Se gli spazi lo consentono, il sacerdote e i ministri, ed eventualmente una piccola rappresentanza di fedeli (per esempio, alcuni cantori), si radunano all’ingresso della chiesa (o in un luogo più adatto fuori dal presbiterio, oppure sul sagrato, qualora il tempo lo permetta e ci sia possibilità di amplificazione del suono). Tutti i fedeli, all’interno della chiesa, tengono in mano i rami di palma e di ulivo (Messale Romano, nn. 12-13, p. 123).

Mentre il sacerdote si avvia verso tale luogo, si esegue un canto adatto. Quindi si fa la benedizione dei rami e la proclamazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, come indicato nel Messale Romano (nn. 5-7, pp. 118-119).

Dopo la proclamazione del Vangelo, il sacerdote, i ministri e la rappresentanza dei fedeli compiono la processione attraverso la chiesa fino al presbiterio, eseguendo un canto adatto (Messale Romano, n. 14, p. 123).

Giunto all’altare, il sacerdote lo venera. Quindi si reca alla sede e, omessi gli altri riti iniziali della Messa e, secondo l’opportunità, il Kyrie, dice la colletta della Messa, che prosegue poi nel modo consueto (Messale Romano, n. 15, p. 123).

Per quest’anno, eccezionalmente, nelle chiese in cui normalmente si tengono più celebrazioni e quelle in cui, considerato il distanziamento sociale, si prevedono più celebrazioni, si può ripetere l’ingresso solenne (cfr. Messale Romano, n. 1, p. 118).

Giovedì Santo

Messa del Crisma

Se possibile, secondo le norme sanitarie, la celebrazione della Messa Crismale avverrà, come di consueto, in Duomo, al mattino del Giovedì santo, alle ore 10.00. Seguirà comunicazione dettagliata, dopo l’incontro della Conferenza Episcopale Lombarda.

Salvo diverse indicazioni imposte dalle circostanze tutti i presbiteri e i diaconi della diocesi potranno intervenire alla celebrazione.

Sarà anche individuata una rappresentanza di fedeli laici che parteciperanno, a nome di tutti gli altri.

La distribuzione degli oli sacri non potrà avvenire per tutti subito dopo la Messa crismale. I santi oli, come lo scorso anno, saranno consegnati soltanto ai vicari foranei a conclusione della celebrazione.

 Messa vespertina nella Cena del Signore

Numero delle celebrazioni

Secondo le indicazioni del Messale Romano (cfr. n. 1, p.137) la Messa in Cena Domini  va celebrata «con la piena partecipazione dell’intera comunità locale» (Messale Romano, n. 1, p. 137). La deroga al principio dell’unicità della Messa in Cena Domini è legata a casi rari di vera necessità e può avvenire soltanto in forza di speciale autorizzazione dell’Ordinario. I parroci che ne abbiano necessità si possono rivolgere all’Ufficio diocesano per la Liturgia per una valutazione caso per caso.

Lavanda dei piedi

 A causa delle vigenti norme anti-contagio non è consentito compiere il rito della lavanda dei piedi.

Reposizione del Santissimo Sacramento

Detta l’orazione dopo la comunione, il Santissimo Sacramento viene solennemente portato in processione fino alla cappella della reposizione. Durante la processione verranno mantenute le debite distanze.

L’adorazione del Santissimo Sacramento dopo la celebrazione avverrà nel rispetto delle norme vigenti per la pandemia, in particolare osservando il distanziamento (e quindi il limite numerico), il “coprifuoco” e osservando i limiti stabiliti per gli spostamenti. Nei momenti di maggior affluenza dei fedeli sarà opportuna la presenza di volontari.

 

Venerdì Santo

Celebrazione della Passione del Signore

Il Venerdì santo, la Celebrazione della Passione si svolga in tutte le sue parti.

Preghiera universale

Il Venerdì Santo, riprendendo l’indicazione del Messale Romano (“In caso di grave necessità pubblica, l’Ordinario del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione”, n. 12), il Vescovo dispone che si introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. In concreto, dopo la IX intenzione della preghiera universale si aggiunga la seguente intenzione:

 IX b. Per i tribolati nel tempo di pandemia

Preghiamo per tutti coloro che soffrono le conseguenze dell’attuale pandemia, perché Dio  Padre conceda salute ai malati, forza al personale sanitario, conforto alle famiglie e salvezza a tutte le vittime che sono morte.


Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice:

Dio onnipotente ed eterno, provvido rifugio dei sofferenti, guarda con compassione le afflizioni dei tuoi figli che patiscono per questa pandemia; allevia il dolore dei malati, dà forza a chi si prende cura di loro, accogli nella tua pace coloro che sono morti e, per tutto il tempo di questa tribolazione, fa’ che ciascuno trovi conforto nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

 Dopodiché si conclude la preghiera universale con la X intenzione.

 

Adorazione della Santa Croce

Ostensione della Santa Croce

L’ostensione della Croce può essere compiuta secondo una delle due forme suggerite dal Messale Romano (nn. 15-16, pp. 157):

 

  1. la prima prevede l’ingresso in presbiterio della Croce velata e lo scoprimento delle parti della Croce al canto dell’acclamazione Ecce lignum, terminata la quale tutti si inginocchiano alcuni istanti per l’adorazione;

 

  1. la seconda prevede la processione con la Croce non velata e le tre soste, durante le quali al canto dell’acclamazione Ecce lignum tutti si inginocchiano alcuni istanti per l’adorazione.

Adorazione della Santa Croce

  1. L’atto di adorazione alla Santa Croce potrà avvenire con la processione dei ministri e dell’assemblea fino alla Croce (mantenendo le debite distanze) e la riverenza davanti a essa (genuflessione o inchino), ma senza il bacio, che sarà riservato al solo presidente della celebrazione (cfr. Messale Romano, n. 18, p. 157).
  1. Dove, a motivo del distanziamento, non fosse possibile attuare questa modalità, si potrà svolgere l ’adorazione della Croce, da parte di tutti i fedeli, eventualmente in ginocchio, mentre il sacerdote la tiene elevata (cfr. Messale Romano, 19, p. 157). Si potrà prevedere un tempo di silenzio e un canto adatto.

Il Crocifisso potrà essere lasciato in chiesa per l’adorazione garantendo che i fedeli non si avvicinino eccessivamente. Nei momenti di maggior affluenza dei fedeli sarà opportuna la presenza di volontari.

 

Venerdì Santo

Processioni e Via Crucis 

L’eventuale celebrazione della Via Crucis si svolgerà in chiesa. Se lo spazio lo consente, mentre i fedeli rimangono al proprio posto, il sacerdote e alcuni ministri possono compiere il cammino orante da una stazione all’altra. Si può celebrare la Via Crucis in questo modo anche all’aperto, purché i fedeli rimangano fermi.

Eventuali richieste di deroga alla sospensione delle processioni dovranno essere sottoposte al giudizio dell’Ordinario. I parroci che ne abbiano necessità si possono rivolgere all’Ufficio diocesano per la Liturgia per una valutazione caso per caso.

Domenica di Pasqua

Veglia pasquale nella notte santa

Numero delle celebrazioni

Considerate le restrizioni dovute alle precauzioni anti-contagio, in via eccezionale, nelle comunità pastorali più popolose e dove la chiesa non sia particolarmente capiente, si potrà valutare di tenere più celebrazioni della Veglia pasquale nelle diverse chiese parrocchiali della comunità stessa. Tale opportunità sia valutata seriamente in base alla disponibilità di luoghi sacri idonei e di ministri (non soltanto di chi presiede, ma anche di altri ministri necessari ai diversi servizi liturgici). I parroci che ne abbiano necessità si possono rivolgere all’Ufficio diocesano per la Liturgia per una valutazione caso per caso.

Lucernario

La benedizione del fuoco e la preparazione del cero vengono compiute dal sacerdote alla sola presenza dei ministri. Sarà importante favorire l’amplificazione del suono.

Per quanto riguarda la processione con il cero pasquale acceso, si faccia attenzione e mantenere tra i ministri le debite distanze. Alla seconda sosta si procede all’accensione delle candele dei fedeli, ma evitando contatti troppo ravvicinati tra le persone.

Prima dell’inizio della celebrazione alcuni incaricati, dopo aver sanificato le mani, provvederanno a distribuire ai fedeli la candela e l’eventuale sussidio per il canto; al termine della celebrazione la candela sarà portata a casa dai fedele e il sussidio, come precedentemente indicato, sarà messo in “quarantena” per almeno sette ore.

Liturgia battesimale

Per quanto riguarda la celebrazione del Battesimo, si procede nel rispetto delle norme già stabilite.

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È ragionevole pensare, allo stato attuale, che le disposizione riguardanti il “coprifuoco” imporrano di alterare il carattere notturno della celebrazione della Veglia. Si proponga ai fedeli una preghiera familiare nella notte pasquale che faccia loro sperimentare l’alto valore antropologico  e rituale della preghiera notturna, che quest’anno non si potrà attuare. Sarà messo a disposizione un sussidio sul sito dell’Ufficio per la Liturgia. L’orario anticipato della Veglia potrà essere colto come occasione per vincere resistenze alla partecipazione alla celebrazione perché troppo protratta nella notte. Sarà quindi cura dei parroci di invitare i fedeli non abituati a farlo a sperimentare la partecipazione a questo momento così importante dell’Anno Liturgico.

A conclusione della Veglia pasquale e delle messe del giorno di Pasqua si potranno invitare i fedeli a portare a casa l’acqua benedetta. Si potrà provvedere o invitando i fedeli o a portare da casa un recipiente decoroso ed ermetico, oppure fornendo piccoli contenitori adatti.