Indicazioni per la celebrazione dei Sacramenti della Confermazione ed Eucarestia

INDICAZIONI

PER LA CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI

DELLA CONFERMAZIONE ED EUCARESTIA

Queste indicazioni, scaturite da un confronto tra il coordinamento pastorale, gli uffici di curia e i ministri delle cresime, grazie anche alle osservazioni di alcuni parroci e vicari foranei, aggiornano le precedenti distribuite ai vicari foranei e sono offerte come aiuto per chi deve preparare le prossime celebrazioni delle cresime o come verifica per chi ha già preparato.
Punto di partenza oggettivo è dato dai libri liturgici: dall’ Ordinamento generale del Messale Romano e dal Rito della Confermazione.
Per la preparazione e l’animazione delle celebrazioni vicariali (sacramentali o Veglie con i ragazzi) l’ufficio per la liturgia è a disposizione per fornire materiali, suggerimenti. Anche alle singole parrocchie o comunità pastorali si ribadisce la disponibilità per preparare le celebrazioni.

don Simone Piani,

maestro delle celebrazioni liturgiche

In allegato è possibile scaricare il documento.

  • Il formulario della messa. La concelebrazione.

Nelle domeniche di Pasqua si usano la messa e le letture del giorno. Il colore delle vesti liturgiche è il bianco, rosso a Pentecoste.

Se in parrocchia ci sono diversi sacerdoti, sia in servizio pastorale sia residenti, siano invitati a concelebrare con il Vescovo. È consentito ai sacerdoti della parrocchia concelebrare all’Eucaristia presieduta dal Vescovo, anche se per l’utilità dei fedeli hanno già celebrato o dovranno celebrare un’altra messa.

  • La preparazione alla celebrazione.

E’ molto importante avere qualcuno che, discretamente, guidi e incoraggi la partecipazione dell’assemblea durante tutta la liturgia, tenendo presente che normalmente si tratta di assemblee composite e non molto abituate a partecipare alle celebrazioni.

Si curi di preparare l’assemblea almeno 20 minuti prima dell’inizio della celebrazione: un saluto ai presenti, prove di alcuni elementi in canto, necessari avvisi pratici e raccomandazioni, potranno aiutare tutti a vivere un clima di raccoglimento e di preghiera.

Anche chi presiede la celebrazione potrà, prima di indossare i paramenti, rivolgere il suo saluto all’ assemblea e invitarla a vivere con frutto il rito.

Si faccia il possibile per scegliere canti che permettano la partecipazione di tutta l’assemblea, pur riservando qualche spazio al coro, secondo le indicazioni liturgiche.

 

  • I riti di inizio

La processione d’ingresso.

Cominciato il canto di ingresso adatto al tempo pasquale che si sta celebrando, parte la processione verso l’altare. Alla processione, dopo i ministranti con turibolo, croce e candele e il diacono o il lettore con l’Evangeliario, possono prendere parte anche eletti ai Sacramenti e i padrini. Durante la processione di ingresso un ministrante ( o un cresimato dell’ anno precedente) porta il vasetto con il sacro crisma che sarà poi deposto sulla mensa dell’altare e incensato con essa.

Saluto del Parroco. Il parroco, dopo il segno di croce e il saluto liturgico “La pace sia con voi” del Vescovo, rivolge al vescovo a nome della comunità parrocchiale brevi parole di benvenuto. Se presiede un delegato episcopale è opportuno informare familiarmente la comunità del nome e dell’incarico del presidente.

Aspersione con l’acqua benedetta. Battesimo, confermazione ed eucaristia sono strettamente legati. Si sostituisca sempre l’atto penitenziale con l’aspersione per mantenere una chiara memoria battesimale e un chiaro collegamento tra i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana. [cfr. formulari adatti sul sito diocesano]

  • La liturgia della Parola.

Le letture

Nelle domeniche nelle solennità del tempo pasquale si usino le letture del giorno.

Per quanto riguarda i libri liturgici per la proclamazione della scrittura si ricorda che è obbligatorio l’uso dell’ultima edizione del lezionario. Si valorizzi anche l’uso dell’evangeliario. Si eviti di proclamare la parola di Dio salendo all’ambone con i foglietti domenicali.

Per iniziare la liturgia della Parola si attenda che ci sia silenzio e attenzione.

La Liturgia della Parola deve essere celebrata in modo da favorire la meditazione; quindi si deve assolutamente evitare ogni forma di fretta che impedisca il raccoglimento. In essa sono opportuni anche brevi momenti di silenzio. Questi momenti di silenzio si possono osservare, ad esempio, prima che inizi la stessa Liturgia della Parola, dopo la prima e la seconda lettura, e terminata l’omelia.

Vi sia sempre un lettore per la I lettura e uno per la II lettura. Non si chieda al lettore della I lettura di proclamare anche il Salmo: lettore e salmista sono, infatti, due ministeri che è bene distinguere.

I lettori siano adulti e preparati: abbiano esperienza e buona capacità di proclamazione. Non si affidino le letture ai cresimandi/comunicandi o ai loro padrini: essi sono chiamati ad essere i primi ascoltatori e i primi destinatari della Parola di Dio proclamata.

I canti della liturgia della Parola.

Si abbia cura di eseguire sempre in canto il salmo responsoriale e il canto al Vangelo, permettendo la partecipazione dell’assemblea. L’ acclamazione al Vangelo può essere ripetuta, nel tempo pasquale, anche dopo la proclamazione della pagina evangelica.

Quando presiede il Vescovo, in assenza del diacono, un presbitero concelebrante o assistente proclama il Vangelo e chiede la benedizione del vescovo, durante il canto al Vangelo.

 

  • La liturgia del sacramento

Presentazione degli eletti ai Sacramenti della Confermazione e dell’ Eucarestia.

Subito dopo il Vangelo tutta l’assemblea siede. Gli eletti ai sacramenti vengono presentati al vescovo o al delegato dal parroco o da un altro sacerdote. Se i cresimandi non sono troppo numerosi possono essere chiamati per nome, si alzano in piedi e rispondono “Eccomi”. Se, invece, i ragazzi

sono molti, possono essere invitati ad alzarsi in piedi mentre viene presentato al vescovo tutto il gruppo. [cfr. formulari adatti sul sito diocesano]

Alla rinuncia e professione di fede e all’imposizione delle mani.

I cresimandi fanno davanti al vescovo la rinuncia al male e la  loro professione di fede e ricevere l’imposizione delle mani. Dopo la professione di fede dei cresimandi si può eseguire una breve acclamazione con la quale tutta l’assemblea proclama la sua fede.  Alla preghiera per l’imposizione delle mani si rispetti il momento di silenzio prescritto.

Si raccomanda di non arricchire indiscriminatamente questo momento della celebrazione con altri gesti di tipo simbolico o catechistico.

Gesti che richiamano i sette doni dello Spirito o altri testi di ringraziamento e invocazione potranno trovare posto in altri contesti: ultimi incontri di catechesi, giornate di ritiro, Veglia vicariale.

Alla crismazione i ragazzi si dispongono ordinatamente in fila insieme ai padrini e madrine. Il padrino e la madrina suggerisca in modo chiaro al presidente il nome del cresimando. Il padrino e la madrina posa la mano sulla spalla destra del cresimando. Durante la cresima dei primi ragazzi si avrà cura di far sentire chiaramente la formula della crismazione e del dono della pace, con le risposte.  Si potrà poi eseguire un canto adatto di invocazione allo spirito Santo alternandosi tra il coro e l’ assemblea.  Si valuti anche, in anticipo, con il presidente della celebrazione, la possibilità di non eseguire un canto ma di far udire a tutti le risposte dei cresimandi. In tutti i casi si abbia l’attenzione di non aggiungere parti al dialogo rituale (parole di presentazione del singolo cresimando, domande, commento al nome).

La preghiera universale.

Le intenzioni di preghiera (5-6 al massimo) siano formulate con la necessaria brevità. Si prepari sempre, oltre alle intenzioni, anche la monizione introduttiva e l’orazione finale.

Si rispetti lo schema prescritto della rituale:

  • per i cresimati/comunicandi
  • per i genitori, i padrini, gli educatori
  • per la Chiesa, il vescovo e i ministri del Vangelo
  • per le necessità dell’ umanità
  • per una o due eventuali intenzione particolare di preghiera.

[cfr. formulari che possono servire da modelli sul sito diocesano]

Durante la preghiera dei fedeli si eviti di iniziare i movimenti preparatori della processione offertoriale.

  • Liturgia Eucaristica 

Preparazione dell’ altare e presentazione dei doni.

All’inizio della liturgia eucaristica si portano all’altare i doni, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo.

Quantunque i fedeli non portino più, come un tempo, il loro proprio pane e vino destinati alla Liturgia, tuttavia il rito della presentazione di questi doni conserva il suo valore e il suo significato spirituale.

Prima di tutto si prepara l’altare, o mensa del Signore, che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica, ponendovi sopra un ampio corporale, il purificatoio e il calice. Si possono collocare in questo momento anche i fiori. Questo gesto potrebbe essere affidato ad alcuni genitori o ai ragazzi che hanno ricevuto i sacramenti nell’ anno  precedente.

Poi si portano le offerte: alcuni cresimati presentano il pane, il vino, l’acqua e i doni per i poveri. Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fedeli o raccolti in chiesa. Essi vengono deposti in luogo adatto, fuori della mensa eucaristica.[1]

Il canto all’offertorio accompagna la processione con la quale si portano i doni; esso si protrae almeno fino a quando i doni sono stati deposti sull’altare.[2]

La disposizione sopra riportata è chiara: nessun dono simbolico. Questo vale per ogni celebrazione, non solo per quelle presiedute dal Vescovo. E’ necessario correggere senza esitazioni una prassi da troppo tempo errata.  Quanto si porta all’altare deve essere realmente condivisibile con i poveri o provvedere a una necessità concreta della comunità. Non è, perciò, nemmeno il contesto rituale nel quale portare l’eventuale dono per i ragazzi o per il vescovo. Se si ritiene opportuno offrire un dono, lo si presenti – come saluto – al termine della Messa.

 La preghiera eucaristica: il prefazio

Il prefazio della messa rituale della confermazione, riunendo insieme il ricordo dei tre sacramenti dell’iniziazione, é particolarmente adatto. Nella solennità dell’ascensione e di Pentecoste si utilizzi però il prefazio proprio.

La preghiera Eucaristica: gli embolismi.

Durante la preghiera eucaristica si inserisca la preghiera per i cresimati/comunicandi e il ricordo della Domenica. (cfr. sito)

  • I riti di comunione

La preghiera del Signore.

Si richiami, da parte del presidente, il valore battesimale del Padre nostro che è da pregare con le mani aperte e alte. Sarà opportuno, durante la catechesi preparatoria, richiamare il significato di questo gesto, presente già nelle catechesi mistagogiche dei Padri. Si eviti di banalizzare la portata di questa preghiera favorendo il gesto di prendersi per mano. Si educhi invece ad assumere l’atteggiamento dell’ orante, con le braccia aperte.

Segno di pace.

Si ricorda la necessaria sobrietà, recentemente richiamata dalla Congregazione per il Culto Divino, su mandato del Santo Padre Francesco.

Comunione

La comunione sia fatta sotto le due specie, vincendo le possibili obiezioni con opportune e semplici scelte pratiche (educazione al gesto, scelta del vino utilizzato, pane eucaristico di maggiore consistenza….). Si dovrà sottolineare il momento dell’invito alla comunione “Beati gli invitati” rivolgendo a breve monizione ai ragazzi prima dell’invito per richiamare la loro attenzione al gesto sacramentale che stanno per compiere. [cfr. formulari adatti sul sito diocesano]

I Comunicandi riceveranno il Corpo e il Sangue di Cristo, per intinzione e  per primi, se possibile all’ altare. I padrini vengono comunicati con il resto dell’assemblea.

Si presti la necessaria attenzione ai comunicandi che necessitano di ostie senza glutine.

L’Ufficio per la liturgia rimane a disposizioni per studiare con i parroci le migliori soluzioni in casi difficili, anche in riferimento a ragazzi con malattie o disabilità.

Terminata la distribuzione della Comunione, si prega per un po’ di tempo in silenzio. Tutta l’assemblea – con i ragazzi protagonisti –  può anche cantare un salmo, un altro cantico di lode o un inno.

Per completare la preghiera del popolo di Dio il vescovo recita l’orazione dopo la Comunione, nella quale invoca i frutti del mistero celebrato.  Solo a questo punto (e non prima, interrompendo la conclusione dei riti di comunione) si potranno dare brevi avvisi o presentare eventuali doni ai cresimati o rivolgere parole di ringraziamento alla catechiste. Il tutto, però, venga compiuto con grande moderazione.

Circa il ministro della celebrazione.

 

  • Il calendario delle celebrazioni di ogni vicariato viene discusso tra i parroci e il vicario foraneo che inoltra la richiesta alla segreteria dell’ Ordinariato.
  • La segreteria dell’ Ordinariato stilerà il calendario e comunicherà per tempo, attraverso i vicari foranei, il nome del ministro assegnato ad ogni vicariato, comunità pastorale o parrocchia.
  • I ministri delegati saranno presentati ai ragazzi e alle famiglie in occasione degli incontri quaresimali con il Vescovo.
  • Si invitano i parroci a contattare appena possibile il ministro assegnato per concordare con lui le modalità celebrative che ovviamente terranno conto delle presenti indicazioni.
  • E’ anche possibile pensare ad un incontro previo con i ragazzi, i genitori e i padrini. Ci si accordi direttamente con il ministro delegato. Per l’incontro si potrà anche attingere ai sussidi predisposti per i genitori e disponibili sul sussidio per l’incontro degli eletti ai sacramenti con il Vescovo.
  • Per quanto riguarda la delega ad altri ministri oltre a quelli indicati dal Vescovo si faccia riferimento all’ Ordinariato. Dal prossimo anno, per quanto riguarda l’invito ad altri Vescovi, invece, si faccia riferimento, per iscritto, alla segreteria vescovile, chiedendo il permesso.
  • L’Ufficio per la liturgia è disponibile per guidare i ragazzi ad una visita alla Cattedrale come memoria dei Sacramenti ricevuti. L’esperienza potrà essere vissuta all’ interno dell’ anno della mistagogia. E’ inoltre disponibile a illustrare i sacramenti dal punto di vista liturgico e a fornire consigli nella preparazione delle celebrazioni.

 

 

Norme minime per i fotografi:

  • se possibile sia uno solo
  • si eviti il più possibile l’uso del flash
  • è vietato, salvo permesso espresso e motivato del Parroco il posizionamento di fari o di altri corpi illuminanti;
  • gli operatori abbiano un posto fisso e vi rimangano per tutta la celebrazione;
  • si evitino fotografie durante la proclamazione della Parola di Dio, e durante la preghiera eucaristica.